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Fiat Chrysler, ecco la sua auto “volante”

ROMA – Auto volante: nel “mucchio selvaggio” entra ora anche il Gruppo FCA che in collaborazione con la startup Archer sta per realizzare taxi aereo elettrico, battezzato “eVTOL”. La notizia arriva dal magazine “Engadget” e sta già facendo il giro del mondo perché fino ad oggi il colosso torinese era sempre stato alla larga dai progetti più fantasiosi, lontani da una

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possibile produzione in serie. Ora invece no: e del futuribile progetto viene svelata anche un’immagine (quella che vedete in questa pagina) e alcune caratteristiche tecniche del taxi volante che riuscirebbe ad avere una velocità massima di 240 orari e un’autonomia di 100 km.

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Il progetto arriva da Archer Aviation che da anni studia su un prototipo di aereo elettrico a decollo e atterraggio verticale (eVTOL), in piena concorrenza con Volocopter, Hyundai, Lilium e molti altri ancora. Ma che ruolo avrà in tutto questo FCA? Secondo Archer, “FCA fornirà accesso alla sua catena di fornitura a basso costo, capacità avanzate di materiali compositi ed esperienza di ingegneria e progettazione”. L’obiettivo dichiarato è svelare il progetto del velivolo elettrico nel 2021 e iniziare la produzione già nel 2023.

Da quello che sappiamo il taxi volante dovrebbe avere sei eliche con coda a V. Presumibilmente, le ali oi singoli motori ruotano per consentire sia il decollo verticale che la marcia avanti. Vedremo. Per ora, secondo gli esperti, questo strano oggetto volante assomiglia un po ‘all’air taxi “Cora” di Larry Page. In realtà Archer ha anche affermato che il progetto punta molto sull’obiettivo di offrire “maggiore sicurezza producendo al contempo il minimo rumore” rispetto agli elicotteri. “Ora stiamo lavorando con un partner automobilistico esperto e leader del settore … per produrre migliaia di aeromobili in modo affidabile e conveniente ogni anno”, ha affermato il co-fondatore e co-CEO Brett Adcock.

Di certo la strada è in salita: tutti gli aerei passeggeri devono superare un rigoroso processo di certificazione FAA – difficile da rispettare anche per aziende esperte del settore come la Boeing – e fino a oggi non è ancora stato chiarito come “migliaia” di taxi aerei si adatterebbero all’attuale sistema di controllo del traffico aereo. Ma, si sa, i sogni sono sogni.

Fonte www.repubblica.it

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