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Ghosn, pm cercano legami finanziari all’estero

L’indagine investigativa sui presunti illeciti finanziari commessi dall’ex presidente di Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, si va allargando all’estero, con il pubblico ministero che cerca di fare chiarezza sulle operazioni finanziarie eseguite fin qui nei vari paesi.

L’ex tycoon 65enne è stato arrestato per la quarta volta lo scorso giovedì con l’accusa di abuso di fiducia aggravata. Secondo il canale pubblico Nhk, che cita fonti a conoscenza del dossier, i pm giapponesi sono in contatto con le autorità del Medio Oriente, della Svizzera e degli Stati Uniti, per tentare di risalire alle transazioni che sarebbero state effettuate da Ghosn. L’ultima imputazione nei suoi confronti riguarda il trasferimento di fondi della società verso una succursale dell’Oman, e il loro successivo collocamento in una compagnia fittizia in Libano di sua proprietà.

Circa 27 milioni di dollari sarebbero stati trasferiti dalla ditta libanese alla società statunitense Shogun Investments, amministrata dal figlio di Ghosn. I fondi – spiega la fonte alla Nhk – sono stati spediti da diversi conti correnti svizzeri e da altre istituzioni finanziarie. Parte del denaro è stata inoltre utilizzata per l’acquisto di uno yacht di fabbricazione italiana. Fino ad ora Ghosn ha respinto tutte le accuse, ribadendo di essere vittima di un complotto all’interno della Nissan.

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