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GM e Uaw verso la pace, accordo preliminare sul contratto

 

General Motors e il United Auto Workers hanno raggiunto un accordo preliminare sul rinnovo del contratto di lavoro. Un’intesa che, se sarà firmata, può mettere fine allo sciopero che va avanti da un mese e che ha paralizzato 30 fabbriche americane. Per ora comunque i lavoratori continueranno a incrociare le braccia: lo faranno almeno fino a quando l’accordo non sarà chiuso.

I dettagli dell’intesa non sono stati resi noti, ma il potente sindacato dei metalmeccanici parla di “importanti vittorie” per i suoi 49.000 iscritti in casa Gm. “Nel rispetto dei nostri membri non commenteremo i dettagli dell’intesa fino a quando i leader del Uaw e di Gm non saranno informati con precisione” afferma Terry Dittes, il capo negoziatore di del Uaw con Gm. L’annuncio ha avuto come effetto immediato quello di spingere al rialzo i titoli del colosso di Detroit: in una giornata di debolezza dei listini americani arrivano a guadagnare il 2%. Lo sciopero, il primo nazionale a Gm dal 2007, è iniziato il 16 settembre. E i costi, in termini di perdite di stipendi e ricavi, si stanno rilevando elevati sia per la casa automobilistica sia per i suoi lavoratori.

L’accordo, se sarà siglato, risolverà la sfida maggiore che l’amministratore delegato di Gm, Mary Barra, si trova ad affrontare al momento e consentirà a Gm maggiore certezza nel calcolo del costo del lavoro per i prossimi quattro anni. Ma sul tavolo di Barra restano altre partite da giocare, quali il rallentamento delle vendite in Stati Uniti e Cina e la necessità di significativi investimenti nelle auto elettriche e senza guidatore. Senza dimenticare le critiche di Donald Trump sempre dietro l’angolo per la chiusura di impianti e per la produzione all’estero.

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