
ROMA – L’evoluzione dei veicoli a guida autonoma prosegue senza sosta e seppure la strada da percorrere per riuscire ad ottenere dei modelli realmente sicuri e capaci di viaggiare senza supervisione umana è ancora lunga, già circolano tanti di questi mezzi in fase di test. Così per cercare di regolamentarne la circolazione durante le varie prove regolarmente autorizzate sulle strade pubbliche, negli Usa la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa) ha emanato una disposizione per le case che sono impegnate nella sperimentazione. L’ente federale ha richiesto l’invio di rapporti mensili che riportino qualsiasi tipo di incidente, seppure banali, e anche se non si siano verificate anomalie durante i test su strade pubbliche dei sistemi di assistenza alla guida (Adas) dal livello 2 in su. La Nhtsa ha inviato la sua comunicazione a 108 aziende tecnologiche del comparto, in cui si ribadisce che ora queste società sono responsabili dell’invio di informazioni dettagliate sugli eventuali incidenti durante la sperimentazione. “Data la rapida evoluzione di queste tecnologie e la sperimentazione di nuove tecnologie e funzionalità su strade accessibili al pubblico – riporta la comunicazione – è fondamentale per Nhtsa esercitare la sua solida supervisione sui potenziali difetti di sicurezza nei veicoli che operano con Ads e Adas di livello 2”. Questo nuovo obbligo risulta quindi particolarmente utile data la scarsità di dati raccolti dalle iniziative volontarie di trasparenza che riguardano i test sulla guida automatizzata.
Sempre nel campo della regolamentazione si inserisce il primo standard di sicurezza internazionale per i sistemi di guida automatizzata di livello 4, in particolare per quelli a bassa velocità (Lsad), come i pod autonomi. Questi veicoli operano su rotte predefinite in ambienti protetti come campus commerciali, aziendali o universitari, in settori come quello del delivery. Lo standard, Iso 22737, “Sistemi di trasporto intelligenti, sistemi di guida automatizzata a bassa velocità (lsad) per percorsi predefiniti, requisiti prestazionali, requisiti di sistema e procedure di prova delle prestazioni” è stato sviluppato da un gruppo internazionale di esperti guidati da Siddartha Khastgir del dipartimento Wmg dell’università britannica di Warwick che lavora come parte di un comitato tecnico dell’Iso (International Organization for Standardization). Nella definizione dello standard il gruppo ha stabilito i requisiti minimi di sicurezza e prestazioni per i sistemi Lsad, fornendo un linguaggio comune per facilitare lo sviluppo di tale tecnologia a livello globale. Il gruppo comprendeva esperti provenienti da Giappone, Stati Uniti, Canada, Australia, Corea del Sud, Cina, Germania, Francia, Paesi Bassi, Ungheria e Regno Unito. “Un maggiore utilizzo dei sistemi Lsad può portare a un cambiamento nel modo in cui vengono trasportate persone, beni e servizi – ha dichiarato Khastgir – Questo nuovo standard consentirà l’implementazione sicura di un’opzione di trasporto rispettosa dell’ambiente, nonché di una soluzione per le persone con problemi di mobilità”. (maurilio rigo)
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