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I.D. Buggy, Volkswagen riporta al futuro la Dune Buggy

Al bando i blocchi del traffico, lo stress del casa-ufficio, la tensione della caccia al parcheggio, con la concept I.D. Buggy la Volkswagen riporta la lancetta del tempo ai mitici anni ’60 dove la guida era innanzitutto divertimento e dove sulle spiagge spopolavano le mitiche Dune Buggy, simbolo di libertà, creatività e trasgressione. Ammiratissima dagli ex figli dei fiori e non solo presenti tra le corsie del Palexpo nella seconda giornata dedicata alla stampa, la show car della Casa tedesca è già uno degli studi più fotografati del del Salone elvetico che aprirà al grande pubblico domani, 7 marzo e rimarrà visitabile sino al 17 del mese. Una proposta ispirata al passato ma hi-tech, che porta freschezza e anticonformismo all’interno dello stand del Costruttore di Wolfsburg, pur ricco di novità ma sempre sin troppo ingessato nei canoni del rigore teutonico. Un concetto che va decisamente oltre l’operazione nostalgia e che mostra con stile e originalità come la mobilità elettrica possa essere anche sinonimo di divertimento fuori dagli schemi.

Sviluppata sulla piattaforma modulare elettrica (MEB), quella dei futuri modelli elettrici del gruppo, la Buggy del 21esimo secolo riprende alcune delle caratteristiche che hanno decretato il successo della sua antenata: senza tetto né porte, ha un abitacolo in cui ci si deve saltare dentro, che è stato progettato per essere resistente agli agenti atmosferici.

Equipaggiata con due sedili integrali, non disdegna gli atout tecnologici che piacciono tanto ai giovani, come il cockpit digitale.

“Il suo design purista è l’interpretazione moderna e innovativa di un’icona. Inconfondibilmente una Buggy, ma completamente riprogettata”, sottolinea Klaus Bischoff , responsabile del design della Volkswagen. Come la Buggy d’un tempo, che nasceva sul telaio del Maggiolino sulle ali della fantasia di decine di piccoli costruttori, anche la I.D. è immaginata per servire come base per innumerevoli personalizzazioni, grazie alla flessibilità garantita dalla piattaforma MEB e alla scelta di optare per una carrozzeria autoportante, costituita da una struttura composita di alluminio-acciaio-plastica, che può essere quindi staccata dallo chassis. Riguardo alle sue potenzialità, dalla Casa tedesca aggiungono: “Nasce come una 2 posti, ma potrebbe anche essere convertita in una ID. BUGGY a 2+2 posti”.

Quinto studio di veicolo elettrico della famiglia I.D., a giudicare dal calore con cui è stata accolta la Buggy non è da escludere che in futuro entrare in produzione, per tornare ad animare gioiosamente le spiagge della California e non solo.

Lunga 4.063 mm, larga 1.890 mm e alta 1.463 mm, con un passo fra gli assi di 2.650 mm, presenta uno sbalzo anteriore di 686 mm e uno posteriore di 727 mm. I fari a LED tridimensionali e i fanali, sempre a LED ne amplificano il fascino notturno.

L’altezza dal suolo di 240 mm e le sulle ruote con cerchi da 18″ e pneumatici offroad (anteriori 255/55 e posteriori 286/60 BFGoodrich?All Terrain T/A) sono garanzia di divertimento sulla sabbia. Il telaio del parabrezza rinforzato costituisce, insieme al rollbar tipo targa, aperto anche lateralmente, una struttura di protezione antiribaltamento. Come tenda parasole e leggera protezione dal maltempo è possibile montare una copertura cerata nera.

Equipaggiata con un motore elettrico da 204 Cv di potenza massima, capace di erogare 310 Nm di coppia in maniera pressoché istantanea, la ID. BUGGY su asfalto accelera da 0 a 100 km/h in 7,2 secondi e può raggiungere una velocità di punta di 160 km/h, autolimitata elettronicamente. La show car esposta al Salone prevede un solo motore e trazione posteriore ma può essere dotata di una seconda unità propulsiva che la trasforma in una 4×4.

Le sue batterie saranno ricaricabili ovunque, anche in spiaggia, assicurano dalla Volkswagen, grazie alla nuova colonnina di ricarica flessibile, anch’essa in premiere al Palexpo, che può essere installata temporaneamente in un luogo specifico o anche utilizzata come punto di rifornimento fisso e che, è già stato annunciato, entrerà in produzione a partire dal 2020.

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