
ROMA – Aeromobile a pilotaggio remoto, ecco la definizione di drone e tra il 1915-1918, quando sono apparsi i primi a oggi, di strada ne hanno percorsa molta.
Ora, proviamo a proiettare i robot nel futuro, considerando che negli ultimi tempi li vediamo impiegati a recapitare pacchi, scattare foto, al servizio dell’intelligence e molto altro.
Toyota, proprio in questi giorni ha depositato una richiesta di brevetto intrigante, dove un veicolo a guida autonoma potrebbe essere in grado di agganciarsi alle auto per trasferire carburanti o energia elettrica. Parliamo di un mezzo che potrebbe arrivare in soccorso in caso di riserva. Il compito è più o meno come quello adottato per il rifornimento in volo, per gli aeromobili e i velivoli militari. In particolare, come si vede dalla progettazione, le forme sono simili a quelle di un carrello appendice, che potrebbe trasportare carburante, idrogeno o una batteria, quindi in grado di alimentare qualsiasi tipo di veicolo. Naturalmente, a questo è applicata una tecnologia avanzata per geolocalizzare il veicolo e spostarsi con un software di guida autonoma di livello 5.
Facciamo un salto indietro, esattamente nel 2017, un’idea simile l’ha avuta Amazon, che sulla scia dell’entusiasmo della prima consegna a domicilio di un ordine effettuata con l’ausilio di un drone, ha ben pensato di applicare il metodo alla mobilità a impatto zero. Come? Sfruttando una dock station alloggiata sulle carrozzerie delle auto e un server per comunicare in tempo reale i dati, in modo da passare, poi, all’azione per effettuare il pieno richiesto. Così, l’azienda americana ha anticipato l’idea della casa giapponese; soprattutto, in molti hanno cercato di immaginare la scena, dell’avveniristico rifornimento peccato che questa sia caduta nell’oblio.
Ora, proviamo a proiettare i robot nel futuro, considerando che negli ultimi tempi li vediamo impiegati a recapitare pacchi, scattare foto, al servizio dell’intelligence e molto altro.
Toyota, proprio in questi giorni ha depositato una richiesta di brevetto intrigante, dove un veicolo a guida autonoma potrebbe essere in grado di agganciarsi alle auto per trasferire carburanti o energia elettrica. Parliamo di un mezzo che potrebbe arrivare in soccorso in caso di riserva. Il compito è più o meno come quello adottato per il rifornimento in volo, per gli aeromobili e i velivoli militari. In particolare, come si vede dalla progettazione, le forme sono simili a quelle di un carrello appendice, che potrebbe trasportare carburante, idrogeno o una batteria, quindi in grado di alimentare qualsiasi tipo di veicolo. Naturalmente, a questo è applicata una tecnologia avanzata per geolocalizzare il veicolo e spostarsi con un software di guida autonoma di livello 5.
Facciamo un salto indietro, esattamente nel 2017, un’idea simile l’ha avuta Amazon, che sulla scia dell’entusiasmo della prima consegna a domicilio di un ordine effettuata con l’ausilio di un drone, ha ben pensato di applicare il metodo alla mobilità a impatto zero. Come? Sfruttando una dock station alloggiata sulle carrozzerie delle auto e un server per comunicare in tempo reale i dati, in modo da passare, poi, all’azione per effettuare il pieno richiesto. Così, l’azienda americana ha anticipato l’idea della casa giapponese; soprattutto, in molti hanno cercato di immaginare la scena, dell’avveniristico rifornimento peccato che questa sia caduta nell’oblio.
Fonte www.repubblica.it

