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Immatricolazioni auto: mercato ad agosto -3,1%, positivo per Fca

Dopo un luglio sostanzialmente stabile (-0,1%) il mercato dell’auto torna a perdere colpi in Italia. La flessione ad agosto è stata del 3,11% e le case automobilistiche e gli altri operatori del settore si rivolgono in coro al governo nascente per chiedere misure che rilancino l’automotive. Nell’ultimo mese le immatricolazioni sono state 88.939, contro le 91.792 di agosto 2018. In tutte le aree geografiche c’è stato un segno negativo, ad eccezione del nord-ovest, +7,2%. Le marche nazionali hanno chiuso il mese con 21.810 auto immatricolate, – 12.63% rispetto allo stesso mese del 2018; nell’insieme le marche estere hanno registrato invece un saldo positivo, +0,45%. Per il gruppo Fca la flessione è stata del 16,1%; il gruppo ha recuperato, rispetto ad agosto, una quota di mercato dell’1,1%, risalendo al 23,45%, ben lontano comunque dal 27,1% dell’agosto 2018. Nei primi 8 mesi dell’anno Fca ha perso il 13,04% di immatricolazioni rispetto al periodo gennaio-agosto 2018.

E Fiom lancia l’allarme: dal 1999 al 2018 la produzione Fca di auto in Italia si è dimezzata, da 1.410.459 a 670.932 – è il dossier del sindacato, con una perdita del 41% dei posti di lavoro”. Il gruppo PSA, ad agosto, ha avuto un calo di immatricolazioni del 2,8%, Renault una flessione del 17,2%, Volkswagen, al contrario, un incremento del 15,7.

Flessione del 29,1% per il gruppo Nissan, +19,87% Suzuki. Per le auto diesel ad agosto calo di un terzo delle immatricolazioni (-34%), perdendo il 18,1% della quota di mercato; per le auto benzina +45,2% nei volumi e +14,7% della quota, salita al 43,8% del totale. Per le auto gpl +18%; incremento di un terzo delle vetture a metano (quota mercato del 2,5%); ha rallentato l’incremento delle auto ibride; le auto elettriche hanno fatto segnare +181,1% di immatricolazioni, raggiunta la quota dello 0,6%. Nella valutazione del Centro Studi Promotor l’impatto della crisi politica in atto “è quasi nullo”, mentre Anfia la ritiene tra i possibili fattori di una scarsa propensione agli acquisti. L’indagine congiunturale di Promotor evidenzia “un discreto sviluppo nell’acquisizione di ordini che, se dovesse continuare, potrebbe consentire l’avvio di una una fase di moderato recupero nel secondo semestre dell’anno”. Un timido segnale di ottimismo che deve però essere aiutato dalle politiche del nuovo governo. “Scongiurare l’aumento dell’Iva è essenziale anche per il settore – sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – ma, per risolvere il problema dell’abnorme invecchiamento del parco circolante italiano, occorre una politica per la mobilità”.

Il presidente di Anfia, Paolo Scudieri, auspica che il “Paese raggiunga la stabilità politica il prima possibile, per scongiurare il protrarsi di un clima di incertezza”. Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, sottolineando il calo del 5,1% del mercato italiano negli ultimi 12 mesi, chiede una “strategia di lungo periodo per rinnovare il vetusto parco veicoli circolante. Ci auguriamo – afferma il presidente Michele Crisci – che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell’economia italiana. E’ assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco”.

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