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In Cina dopo guerra dei dazi auto, scoppia guerra delle spie

Come se non bastasse la guerra dei dazi, il mondo dell’industria automobilistica cinese è ora ‘agitato’ da una guerra di presunte spie e di violazioni di segreti nell’ambito del business, che vede coinvolto il più grande player locale, lo Zhejiang Geely Holding Group Co. Secondo quanto riporta Automotive News China (ANC), l’azienda, che è proprietaria com’è noto di Volvo, ma anche di Proton, di London Electric Vehicle Company (la marca che produce i celebri taxi di Londra) e di Lotus, ha citato davanti alla Corte Suprema del Popolo di Shanghai la startup WM Motor – che opera nell’ambito delle auto elettriche e dei servizi ad esse collegate – chiedendo una compensazione pari a 294 milioni di dollari (266 milioni di euro) per le presunte azioni fraudolente operate, come già segnalato da Geely alle Autorità fin dal 2018, dalla WM Motor. ANC ricorda che la startup è stata fondata nel 2016 da tre ex alti dirigenti del Gruppo Geely: Freeman Shen, che ne era stato vicepresidente con responsabilità per le acquisizioni; Lu Bin senior vicepresidente di Geely Automobile Holdings (una sussidiaria basata ad Hong Kong) e Zhang Ran in precedenza CFO di Geely Automobile Holdings.

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