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Inail, su strada 60% infortuni mortali

 

In Italia più della metà delle morti sul lavoro è causata da un incidente stradale avvenuto in occasione di lavoro, come nel caso di tassisti o camionisti, o in itinere, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro e dopo una riduzione costante nel 2017 sono tornate a crescere. E’ quanto è emerso dal convegno organizzato questa mattina a Milano dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, nell’ambito di ExpoTraining 2019. Delle 704 morti sul lavoro accertate dall’Inail nel 2018, infatti, ben 412, pari al 58,5% del totale, hanno visto il coinvolgimento di un mezzo di trasporto.

Dall’analisi dei dati dell’Inail emerge anche che quando ci si infortuna per strada ci si infortuna più gravemente: i gradi di inabilità sono mediamente più alti del 40% rispetto agli altri infortuni, con un grado medio di menomazione che passa dai 5,2 gradi di quelli non stradali ai 7,3 di quelli stradali. Lo “Studio di valutazione dei costi sociali dell’incidentalità stradale”, realizzato dalla Direzione generale della sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel 2017 ha quantificato in oltre 17 miliardi di euro, tra decessi, feriti e danni patrimoniali.

Lucibello (Inail), nel 2020 campagna su stili guida
“Nel 2020 è prevista “un’importante campagna sugli stili di guida, finanziata in parte dall’Inail, che sarà molto utile per tutti i lavoratori, non solo per chi utilizza il mezzo di trasporto per lavorare”. Lo ha annunciato il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, a conclusione del convegno sugli infortuni sul lavoro che avvengono su strada o durante i tragitti dei lavoratori da casa al lavoro, organizzato questa mattina a Milano dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, nell’ambito di ExpoTraining 2019. Anche se la sicurezza stradale non rientra tra gli ambiti di sua diretta competenza, l’Inail, ha spiegato Lucibello, “è pronto a fare la sua parte” e ha già messo in campo delle misure per contribuire alla mitigazione del “rischio strada”.

È il caso per esempio degli incentivi previsti, attraverso uno sconto sul premio di assicurazione, per le aziende che attuano specifici corsi ai dipendenti per la guida sicura o realizzano interventi per il miglioramento delle infrastrutture stradali in prossimità del luogo di lavoro, come impianti semaforici e di illuminazione, attraversamenti pedonali, rotatorie, piste ciclabili o l’installazione su tutti i mezzi aziendali di sistemi di comunicazione per telefono cellulare e di dispositivi fissi per la rilevazione e l’allarme in caso di colpo di sonno.

“E’ necessario mettere a fattore comune le conoscenze – ha detto ancora Lucibello -, dobbiamo strutturare sempre di più le collaborazioni che in parte sono già state avviate con i soggetti intervenuti in questo convegno, come la polizia stradale e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, di cui la campagna del prossimo anno per i lavoratori sugli stili di guida è un importante risultato.

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