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Industria punta al lusso per finanziare le auto popolari

Nei grandi padiglioni del Palexpo’ di Ginevra si lavora a ritmi forzati per terminare gli allestimenti e gli stand che ospiteranno, dal martedì 5 marzo, il Salone Internazionale dell’Auto. Un evento di crescente importanza (è rimasto l’unico motor show europeo con cadenza annuale) anche perché permetterà di valutare, soprattutto attraverso i molti incontri con i top manager del settore e le tante tavole rotonde, i trend dell’industria dell’auto e degli ambiti commerciali ad essa collegata a breve e medio termine.

Più che delle novità esposte a Ginevra – saranno un centinaio, con una trentina di premiere assolute mondiali – al Salone si parlerà delle tante criticità che stanno rallentando quasi in tutti i mercati le vendite. Le nubi che si addensano sul Palexpò si chiamano Brexit, Tariffe Usa Cina e Usa Europa, tagli alla CO2 e relativi bonus-bonus-malus e soprattutto transizione tecnologica verso l’auto elettrica. Mai, come quest’anno, le vetture esposte saranno ‘lontane’ dalle problematiche che vengono percepite e discusse dal grande pubblico, perché – lo sostengono molti addetti ai lavori – per poter investire in una mobilità meno penalizzante nei confronti dell’ambiente è indispensabile che l’industria dell’auto continui a creare redditività. Ecco perché, a fianco di pochi modelli di segmento B (e a nessuna novità in quello A) a Ginevra i riflettori saranno puntati su modelli premium e luxury, quelli che generano profitti da reinvestire nella riprogettazione dei motori e delle auto del prossimo decennio. Supercar da centinaia di migliaia di euro e delle hypercar che superano abbondantemente il milione potranno ‘finanziare’ city car accessibili ai più e modelli specifici per il car-sharing, che richiedono investimenti miliardari.

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