Dietro una storia aziendale di successo non c’è solo innovazione tecnologica ma anche passione ed empatia. È un approccio umano-centrico quello alla base del successo di una ‘corporate’. E a dirlo nell’auditorium Robert Bosch a Milano è Gary Hamel, ‘guru’ in ambito manageriale e speaker di fama mondiale nonché autore di bestseller internazionali, che negli anni è stato in grado di rivoluzionare il mondo di diverse aziende. Consulente e formatore, con alle spalle collaborazioni con grandi realtà come General Electric, IBM, Microsoft, Nokia, Nestlè, Shell, Procter&Gamble, 3M, Time Warner, Best Bu, Hamel racconta la strategia per lo sviluppo di un’azienda. Strategia che parte dall’innovazione tecnologica e si abbina ad un approccio empatico, che si basa su sentimenti ed emozioni, alla base dell’essere umano. ”Steve Jobs – ricorda Hamel – qualche mese prima di morire presentava il suo iPad di nuova generazione e stava lì sul palco, provato e sofferente a causa del cancro. Ad un centro punto, ha chiuso gli occhi e ha detto: ‘è stupendo’. Alla base del successo di Apple c’era l’innovazione, capace di re-inventare diversi settori industriali ma anche una visione umano-centrica, basata sull’amore, che sta alla base di una leadership di successo”. È un monito, quello lanciato da Gary Hamel a tutti quei manager incapaci di stimolare il pensiero creativo e innovativo dei propri collaboratori. ”Le aziende che oggi fanno la differenza – ha proseguito – sono aziende che incoraggiano passione, creatività e iniziativa dei gruppi di lavoro. E allora mettiamo da parte il vocabolario del profitto e parliamo di passione”.

L’approccio per ottenere risultati positivi – alla base di una strategia vincente – parte da una ‘democrazia aziendale’, che sia lontana – secondo Hamel – da strutture gerarchiche, soprattutto alla luce dell’interconnessione che c’è nel mondo di oggi. La creatività aziendale si evolve laddove non si mette in pratica il principio accentratore per il quale i leader giocano un ruolo dirigenziale, senza incoraggiare la propria squadra, dividendo piuttosto che unendo le squadre e i gruppi di lavoro. Insomma, un leader, o personal manager, deve – secondo l’assunto di Hamel – ”ispirare le persone che lavorano con lui, di dare forza al gruppo”. Una mission alla base del lavoro quotidiano di Bosch: ”La Leadership diventa cruciale nel processo di cambiamento, le persone hanno bisogno di essere ispirate dai propri manager e la loro passione continuamente alimentata con una vision precisa e il coinvolgimento a tutti i livelli – ha precisato Fabio Giuliani, general manager di Bosch Italia – Le nuove generazioni sono ansiose di poter crescere, imparare e allo stesso tempo è necessario insegnare alle generazioni precedenti un approccio al lavoro completamente nuovo. In questo senso la scelta di Bosch è stata quella di diventare una Learning Company: un’organizzazione capace di promuove l’apprendimento permanente perché siamo convinti che in questa era digitale e tecnologica saranno le persone, con la loro creatività, le loro idee e le loro competenze a fare la differenza”.

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