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La customizzazione nelle due ruote, Barbacane e le moto Guzzi

 

Rendere la propria moto unica, personalizzata. Quello della customizzazione è un fenomeno che fa tendenza in Italia grazie anche alla passione e al talento di coloro che si possono definire a tutti gli effetti artigiani, designer, artisti. Come Filippo Barbacane, customizzatore e fondatore di Officine Rosso Puro che ha raccontato il suo lavoro allo stand Piaggio durante un talk dedicato alla Moto Guzzi. Ad intervistarlo a Eicma, il salone internazionale del ciclo e motociclo in corso alla fiera di Milano-Rho, è stato Aldo Ballerini direttore della rivista Ferro.

Le parole d’ordine di Filippo Barbacane sono personalizzazione ma senza dimenticare la versatilità e l’utilizzo: “la versatilità della moto è la cosa più importante per me – ha spiegato – perché deve essere utilizzabile al 100% e non solo bella da vedere”. Barbacane ha iniziato la sua carriera customizzando moto giapponesi poi è passato alle moto Guzzi e questa passione non lo ha più abbandonato, in esposizione a Eicma si può ammirare uno dei suoi ultimi lavori, la V85TT Orizzonte Special edition.

Nelle sue creazioni utilizza materiali come carbonio, metallo, vetroresina, acciaio, ferro ma si sta specializzando in particolare sull’alluminio. “Ci sono alcuni customizer che realizzano moto che hanno una valenza estetica ma magari sono più difficili da guidare o hanno il serbatoio più piccolo – ha sottolineato Ballerini -. Filippo invece fa moto per essere guidate. Finché ci saranno artigiani che hanno questo estro la personalizzazione ci sarà sempre”.

Di questo è convinto anche Filippo Barbacane perché “in un mondo di omologazione le persone sentono sempre più il bisogno di avere qualcosa di unico – ha concluso -. Sono convinto che questo fenomeno per il settore delle moto non scomparirà mai perché il bisogno di avere qualcosa di originale ci sarà sempre, magari si andrà nella direzione in cui si potrà acquistare già una moto modificata”.
   

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