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Mazda 3, più elegante e tecnologica, anche in versione ibrida

Non è ancora maggiorenne ma dal 2003 ad oggi è stata scelta da sei milioni di clienti, oltre un milione in Europa. Nonostante il ‘passaporto’ di nazionalità giapponese, Mazda 3 è un’auto globale che, con la quarta generazione, intende compiere un passo in avanti. ”Con questa vettura – ha sottolineato il program manager Kota Beppu – volevamo sorprendere i nostri clienti, creare un oggetto del desiderio universale”. Un progetto ambizioso per questa hatchback (esiste una versione berlina che non arriverà in Italia), ordinabile da marzo con prezzi a partire da 23.200 euro. Mazda 3 rappresenta, infatti, un buon compresso di tecnologia e stile, pronta ad ‘insidiare’ le sue dirette rivali (la best seller Vw Golf, Ford Fiesta e Opel Astra) con un’aspirazione: avvicinarsi alla fascia premium del segmento.

La nuova generazione della compatta di Hiroshima, che sarà disponibile nei quattro allestimenti Evolve, Executive, Exceed e Exclusive, punta tutto sull’emozionalità. A partire dallo stile, un’evoluzione del ‘Kodo Design’ (ispirato al concept Kai presentato al salone di Tokyo nel 2017), che delinea i fondamenti dell’estetica giapponese, dove è la luce a definire le linee in continua evoluzione, fino ad arrivare alla filosofia del ‘Jinba Ittai’, dove tutto è realizzato secondo una concezione ‘umano-centrica’, con l’auto e il conducente che hanno un rapporto quasi simbiotico (come il cavallo e il cavaliere). Lunga 4,46 metri con un passo di 2,72 metri (le dimensioni del bagagliaio si fermano a 358 litri, 1.052 con sedili abbattuti), la Mazda 3 ha una linea slanciata con un frontale più allungato che crea quasi un effetto spiovente, così come il posteriore che termina in una coda dall’aspetto tondeggiante.

Queste linee quasi affusolate, che con la luce conferiscono dinamismo alla silhouette, si abbinano a un taglio dei fari decisamente più ‘cattivo’. Minimalista il design degli interni, che seguono la filosofia del ‘less is more’. Essenzialità, quindi, ma anche scelta accurata dei materiali, morbidi al tatto, che rispecchiano la maestria dell’artigianalità nipponica. Il display TFT da 7 pollici al centro del quadro strumenti presenta le informazioni in modo chiaro e semplice. Sul parabrezza è proiettato l’Active Driving Display, ben visibile, e che consente di non distogliere mai gli occhi dalla strada.

Al centro della plancia ondulata un display panoramico da 8,8 pollici, che consente una visualizzazione sdoppiata sullo schermo. Rivisto, su nuova Mazda 3, anche il funzionamento di base della manopola del Commander. A bordo l’evoluzione del Mazda Connect (compatibilità Apple CarPlay e Android Auto) e un impianto audio Bose di ultima generazione per un ascolto ai massimi livelli. Sotto al cofano è possibile scegliere, almeno per il momento, due tipi di alimentazione: il propulsore Skyactiv G, un mild-hybrid benzina da 2 litri 122 cv (con un piccolo motore elettrico da 7,9 CV collegato mediante una cinghia) e il diesel 1.8 da 116 CV. Nei prossimi mesi arriverà poi lo Skyactiv X, un motore a benzina che però funziona come quelli a gasolio (accendendosi per compressione) da 181 cv (anche per la versione 4X4). Tutti e due motori saranno disponibili con cambi a 6 rapporti, manuale o automatico.

La ‘filosofia’ incentrata attorno al conducente, si riassume oltre che nel comfort di bordo, anche nella scelta di una serie di tecnologie volte a garantire la sicurezza degli occupanti. Tra queste il driver monitoring, che osserva il livello di attenzione del conducente attraverso una telecamera; il supporto alla guida in colonna (CTS) che assiste nelle operazioni di guida alleviando la fatica ed il sistema di rilevazione del pericolo anteriore in uscita da un parcheggio, che aiuta anche nei casi in cui l’auto imbocca un incrocio a T con la visuale oscurata.

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