avvocatoinprimafila il metodo apf

Metti un abito di lino all’automobile

ROMA – Utilizzare fibre naturali per realizzare pannelli e parti strutturali nelle auto in modo sostenibile: ormai sono diversi i costruttori che ci stanno pensando, rivolgendosi anche società esterne che studiano prodotti idonei perfino ad essere destinati alle auto più sportive, vista la loro estrema leggerezza e resistenza. Una di questa è la svizzera Bcomp che ha pensato niente meno di “vestire” le auto con un abito di lino. L’azienda ha adoperato le fibre della famosa pianta, nota anche per i vari impeghi dei suoi semi in campo medico ed erboristico, per ottenere un materiale chiamato Amplitex che presenta numerose affinità con la fibra di carbonio. Al punto da poterlo sfruttare per un uso semi strutturale come parti della carrozzeria, associandolo a una sorta di griglia 3D in modo da aggiungere rigidità alle componenti finite.
Rispetto alla fibra di carbonio Amplitex permette di ridurre le emissioni di CO2 durante la fabbricazione del 75% (16,9 kg di CO2 contro circa 45,6 kg di CO2 per metro quadrato) ed è anche più economico (costa circa il 30% meno), pur vantando uguale rigidità e peso.
Poiché Amplitex è costituito da una pianta che assorbe CO2 dall’atmosfera durante la crescita, può inoltre essere incenerito a fine vita e rimanere comunque neutro. 
Sia la fibra di carbonio che Amplitex utilizzano come legante la stessa resina epossidica che non proviene da fonti rinnovabili. Sebbene il contributo di CO2 di questa sia relativamente basso Bcomp sta lavorando con i suoi partner chimici alla composizione di una bio-resina più sostenibile.
Per testarne a fondo le proprietà, Amplitex è stato impiegato nel motorsport sui sedili della McLaren in Formula 1 di Carlos Sainz e Lando Norris. Ed anche nella realizzazione di un bodykit montato sulla Porsche Cayman 718 GT4 CS MR presentata alla 24 ore del Nürburgring.
Il trasferimento tecnologico si sta già spostando verso le auto stradali e Bcomp prevede di produrlo su larga scala entro il prossimo anno.

Fonte www.repubblica.it

Exit mobile version