Come già era stato anticipato nel corso dell’evento Movin’On a Montreal, in Canada, che Michelin dedica ormai da anni ai temi della sostenibilità e dell’innovazione, il colosso francese dei pneumatici ha confermato il suo obiettivo di arrivare entro il 2050 all’impatto zero sulla CO2 di tutti i suoi impianti produttivi nel mondo. Michelin, che ha già tagliato le 22% le emissioni di CO2 fra il 2010 e il 2018, prosegue lavorando su due pilastri principali: consumare meno e attuare la transizione energetica, in linea con l’accordo di Parigi firmato alla COP21 nel 2015 per limitare il riscaldamento globale. Dal punto di vista della progettazione, la società francese si sta concentrando sulla produzione di prodotti che durino più a lungo mantenendo i massimi livelli di sicurezza ed efficienza. Estendendo la vita dei propri pneumatici, Michelin dimostra che gomme possono e devono offrire prestazioni molto elevate fino a quando non compaiono gli indicatori di usura del battistrada.

”Se i conducenti usassero i loro pneumatici fino alla profondità del battistrada legale di 1,6 mm – ha detto Nicolas Beaumont, vicepresidente sviluppo sostenibile e mobilità di Michelin Group – si potrebbe evitare di sprecare 400 milioni di pneumatici ogni anno e di prevenire 35 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. Ciò potrebbe avere un impatto importante sul clima”. Per muoversi ancora più velocemente in questa direzione, Michelin ha creato nello scorso novembre Symbio, joint venture con Faurecia che punta a diventare uno dei leader mondiali nelle celle a combustibile a idrogeno contribuendo a reinventare la mobilità di domani. Sul fronte industriale Beaumont ha dichiarato: ”stiamo prendendo provvedimenti affinché i nostri impianti consumino meno e meglio. aumentando la quota di energia verde utilizzata. L’obiettivo è far funzionare tutti i nostri impianti nel mondo con il 100% di energia verde entro il 2030. E stiamo rispettando la nostra tabella di marcia”.

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