Prima Pagina>Motori>Nuova generazione Porsche 911, ‘otto’ volante anche in pista
Motori

Nuova generazione Porsche 911, ‘otto’ volante anche in pista

Tutta nuova ma sempre uguale a sé stessa, per offrire emozioni plurisensoriali (dalla piacevolezza estetica al sound unico al mondo, dalla ‘lettura’ dei movimenti dell’auto attraverso il fondo schiena alla spinta poderosa contro i sedili in accelerazione) che solo una Porsche 911 sa garantire. La generazione numero 8 di questa icona del motorismo conferma il grande salto in avanti dal punto di vista della tecnologia, e un importante progresso nelle prestazioni, ma resta fedele al look e alla impostazione storica, facendo della serie 992 una sportiva praticamente perfetta, una ‘8’ che vola sicura su ogni percorso.

Un articolato programma di test, sulle strade attorno a Valencia e sul nastro di asfalto del circuito Ricardo Tormo (quello della MotoGP) ha permesso di valutare i grandi risultati ottenuti dagli ingegneri di Weissach. Immediata nel mettere a disposizione del pilota comandi principali e secondari (guai a dimenticare che da sempre la chiave di accensione è sulla sinistra del volante, ora diventata un manettino che dialoga con il sistema keyless) nuova Porsche 911 è finalmente appagante nel recupero degli originari valori di semplicità nel design. L’abitacolo ‘avvolge’ guidatore ed eventuale passeggero in una rarefatta sensazione di perfezione tecnologica e di ‘cultura’ minimal-lussuosa nel soddisfare gusti e desideri dell’utente.

Spicca sul volante la nuova rotella del Drive Mode, che è la password del pilota per accedere ai ‘mondi’ (sempre più appaganti) delle modalità di funzionamento dell’auto.

Dalle maniglie delle porte a scomparsa fino alla ergonomia curata in tutti i dettagli passando per un lungo elenco di contenuti high tech, la serie numero 8 di Porsche 911 proietta nel futuro senza dimenticare il fantastico Dna del passato, sviluppato dalla prima generazione del 1963 in poi. La strumentazione è, come allora, a cinque quadranti circolari che ‘fingono’ efficacemente di essere analogici e forniscono – assieme al display da 10,9 pollici – tutte le indicazioni che servono su strada e perfino in pista.

Una delle novità presenti nella serie 992 riguarda appunto la ‘telemetria’ da utilizzare nei circuiti: attraverso la App Porsche Track Precision (fornita con il pacchetto Chrono che costa 2.380 euro) confronta caratteristiche di centinaia di tracciati memorizzati con il comportamento della vettura, fornendo anche sullo smartphone indicazioni e grafici sulla guida, sui tempi e sui parametri di funzionamento come nelle auto da competizione. Ma la 911 numero 8 è evoluta anche pensando all’uso su strada e alla necessità di offrire la massima sicurezza anche nelle situazioni di guida più complesse.

Va in questa direzione la funzione Wet, che suggerisce di passare sul selettore in questa modalità specifica quando i sensori nei passaruota anteriori rilevano umidità o acqua sull’asfalto. Come i fari intelligenti che non abbagliano gli altri utenti ma (altra novità) nemmeno il guidatore quando la luce colpisce i cartelli rifrangenti. O, ancora, come il visore notturno con telecamera all’infrarosso, una raffinatezza degna dei migliori film di 007.

Per gli amanti della tecnica, l’elenco delle novità rispetto alla precedente 911 è lungo e importante: scocca riprogettata con riduzione della quantità di acciaio impiegato (era il 63% ora scende al 30%) e un aumento delle parti in alluminio estruso (dal 3% al 25%) per ottenere un aumento del 5% della rigidità e un ‘taglio’ del peso; spostamento di 15 cm in avanti degli attacchi del gruppo propulsore; impiego di ruote da 20 pollici davanti e da 21 dietro; debutto dell’inedito cambio Pdk doppia frizione a 8 rapporti. Ma più di ogni altra cifra parlano chiaro i 450 Cv (30 in più rispetto alla precedente) erogati dal nuovo boxer 6 cilindri biturbo 3.0, con una coppia massima di 530 Nm (+ 30). La risposta di questo motore è entusiasmante e docile al tempo stesso: può far viaggiare la 911 a passo d’uomo nel traffico e avvicinarsi alle prestazioni di una berlinetta da competizione in pista. Su strada, per non superare i limiti, ci si può accontentare di scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi (3,3 con lo Sport Plus) ma sull’asfalto dell’autodromo sia la Carrera S a trazione posteriore che la Carrera 4S a trazione integrale permettono, anche a chi non ha la licenza di pilota, prestazioni al limite del credibile, con frenate degne delle gare GT3 e ‘allunghi’ che portano il tachimetro a sfiorare il valore massimo, i 308 km/h dichiarati dalla Casa.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *