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Opel Mokka, il Suv che diventa più piccolo

ROMA – Per quanto piccola potesse apparire, la prima generazione della Mokka vestiva una taglia maggiore, rispetto alle Suv compatte che spopolano nella categoria, Renault Captur in testa. Sicché in casa Opel hanno pensato bene di approfittare del cambio di piattaforma (l’architettura messa a disposizione dalla Peugeot va a rimpiazzare la precedente, di epoca General Motors) per darle un’accorciatina: 12
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cm in meno di lunghezza, quel tanto che basta fra l’altro per evitare la sovrapposizione con la Crossland X, giunta nel frattempo ad arricchire l’offerta della marca tedesca nel settore più frizzante del mercato. Il tutto senza perdere spazio né per i passeggeri né per i bagagli, oltre che col non trascurabile vantaggio di levarsi di dosso circa 120 kg.
Pesi e dimensioni a parte, la Mokka 2 segna una svolta radicale in fatto di stile: vero, resta il disegno del padiglione “a cappello” che l’accomuna alla produzione più recente. Ma cambia radicalmente il frontale, contraddistinto da un modulo nero che si estende a tutta larghezza e accoglie al suo interno i fari a led, oltre all’immancabile logo, peraltro pure lui ristilizzato.
Battezzato Vizor, il nuovo volto rappresenta il tratto distintivo che ritroveremo in tutta la produzione Opel degli anni a venire: addio alla classica calandra a griglia, che fra l’altro non serve più in presenza dell’alimentazione elettrica. Un’alternativa che sulla Mokka debutta già in partenza, all’inizio del prossimo anno, assieme ai classici benzina e diesel. Motorizzazioni, nell’uno e nell’altro caso, comuni alla produzione Peugeot. Del resto, l’ormai totale integrazione tecnica col gruppo transalpino trova ulteriore conferma nel cambio del sito di produzione: la Mokka lascia Saragozza, dov’era sin qui prodotta assieme alla Corsa, per sbarcare a Poissy, in terra francese.
 

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Fonte www.repubblica.it

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