Chi meglio di un premio Nobel per la chimica può spiegare l’importanza delle batterie al litio per la mobilità del futuro che, a quanto pare, si baserà sull’elettrificazione? Stanley Whittingham: “Le batterie rappresentano il 40% del valore aggiunto di un veicolo elettrico”.

Secondo Stanley Whittingham le batterie rappresentano il 40% del valore aggiunto di un veicolo elettrico (e/o elettrificato) e il loro sviluppo è fondamentale: l’aumento della densità energetica, ovvero la capacità di stoccare energia e la diminuzione dei costi sono la chiave per la diffusione su larga scala della mobilità elettrica.

Stanley Whittingham ha iniziato ad occuparsi di batterie al litio nei primi anni settanta e proprio quest’anno, i suoi studi scientifici basati sulla convinzione del loro utilizzo quotidiano, sono stati premiati con il prestigioso premio Nobel per la chimica.

Whittingham ha anche patrocinato l’ultima edizione dello Science Award per l’elettrochimica, premio istituito da Volkswagen e BASF nel 2012 con lo scopo di sostenere la ricerca scientifica e ingegneristica nel campo dell’elettrochimica, promuovendo così lo sviluppo di sistemi sempre più performanti per l’accumulo di energia.

Cos’ha a che fare la sua ricerca con la produzione attuale di celle batteria? Gli è stato chiesto durante la visita al Volkswagen Center of Excellence di Salzgitter dove il premio Nobel ha potuto osservare come la sua scoperta venga messa in pratica nella linea pilota per la produzione delle batterie.

“Io mi sono concentrato sui primi aspetti sperimentali – ha risposto il Nobel – e mi sono chiesto: è possibile costruire una batteria al litio? Come? Abbiamo iniziato a lavorare nel 1972 su una scala molto ridotta, usando singoli cristalli. Siamo partiti da un pezzo così piccolo e ora siamo arrivati a un risultato così grande. I trasporti stanno vivendo una rivoluzione. Passare dall’idea alla realtà è stato senza dubbio un grande viaggio”.

Qual è il futuro delle batterie al litio? Secondo Whittingham, questo tipo di batterie potranno arrivare ad avere una densità energetica doppia rispetto a quelle di oggi.

“In questo campo – ha spiegato Whittingham – non vale la legge di Moore dei semi conduttori dove si considera che la velocità dei microprocessori possa raddoppiarsi ogni due anni, perché c’è un limite definitivo. Tuttavia, dovremmo essere in grado di arrivare a raddoppiare la densità energetica con batterie della stessa dimensione, cercando di mantenere i costi invariati e aumentare la sicurezza”.

Whittingham è quindi convinto che il litio rimarrà la tecnologia primaria per i prossimi dieci o venti anni, concludendo con una massima molto interessante: “dobbiamo credere nell’incredibile, perché solo così possiamo renderlo reale”.

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