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Passa col verde, investe donna imprudente per bus, condannato

Attraversare un incrocio con il verde può non essere sufficiente per un automobilista per evitare responsabilità penali nel caso di investimento di un pedone sulle strisce, pur se questi abbia dimostrato imprudenza o non abbia rispettato le indicazioni del semaforo. Il principio, emerso dalla sentenza n. 5888/19, pubblicata il 7 febbraio della Corte di Cassazione, conferma orientamenti analoghi già espressi in passato dalla Giurisprudenza, delineandone maggiormente i contorni di applicazione. Nel caso in oggetto di valutazione, deciso in primo grado dal Giudice di Pace di Brescia, il guidatore di un’auto è stato ritenuto responsabile per aver provocato lesioni gravi a una donna corsa sulle zebre per prendere il bus mentre la lanterna pedonale era ancora spenta. In merito al pronunciamento, dirittoegiustizia.it, che l’ha diffuso e commentato, chiarisce, come l’automobilista sia “risultato colpevole del reato di lesioni personali colpose e di avere violato il Codice della Strada per non avere tenuto una condotta prudente affrontando l’incrocio”. Ciò che conta, spiegano gli esperti del quotidiano di informazione giuridica della Giuffrè Francis Lefebvre, “è che l’uomo al volante, pur trovandosi su un rettilineo in prossimità di un impianto semaforico e di strisce pedonali, non ha previsto l’attraversamento del pedone e non lo ha evitato, magari ricorrendo a una manovra di emergenza. Il comportamento imprudente del pedone non è, inoltre, sufficiente, secondo i magistrati, a ridurre le responsabilità dell’automobilista”. Nel rigettare il ricorso proposto, gli Ermellini hanno confermato la condanna alla pena di 1.600 euro di multa ritenendo il conducente “responsabile del reato di cui all’articolo 590 del Codice Penale, perché per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia, nonché nella violazione dell’articolo 145 Codice della Strada, alla guida della sua autovettura ometteva di dare la precedenza al pedone”.

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