Anche se penalizzata da strascichi del dieselgate, che hanno comportato uscite straordinarie per 0,531 miliardi di euro, Porsche ha fatto segnare nell’esercizio 2019 nuovi record sia nelle immatricolazioni sia nei risultati finanziari. Nel 2019, la Casa di Zuffenhausen ha infatti consegnato 280.800 auto ai clienti, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente e i ricavi sono aumentati del 11% arrivando a 28,5 miliardi di euro. L’utile operativo, prima delle uscite straordinarie, è cresciuto del 3% rispetto al 2018, raggiungendo i 4,4 miliardi di euro. In diminuzione solo i ricavi sulle vendite che sono scesi al 15,4% (erano stati del 16,6% nel 2018 e del 17,6% nel 2017). I ROI resta uno dei più elevati del comparto automotive, al 21,2%. “Il nostro obiettivo primario è stata e rimane la crescita che crea valore – ha detto durante una conferenza in streaming Oliver Blume, CEO di Porsche AG – lo dimostra il fatto che abbiamo aumentato il nostro risultato di oltre il 60% negli ultimi cinque anni. Ciò ci consente di creare i prerequisiti per soddisfare pienamente le nostre responsabilità imprenditoriali in settori economici, ecologici e sociali”.

Il riferimento alla elettrificazione della gamma e alla strategia CO2 neutral per gli impianti è evidente: gli investimenti per R&D sono arrivati a 2,2 miliardi e la forza lavoro per l’allargamento dell’offerta con i modelli elettrici è cresciuta del 10% circa, raggiungendo 35.429 dipendenti.

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