
ROMA – Al netto dell’inevitabile divario in termini di costi e target, Mercedes definisce la Classe C una versione compatta della sua ammiraglia dei record. I punti di contatto tra i due modelli di ultima generazione non mancano – in primis design esterno, lay-out della cabina ed elementi hi-tech – ma essendo la Classe C un veicolo da 10.5 milioni di unità prodotte dal 1982 mentre la S-Class contende la clientela ai costruttori extra-lusso, è logico non percepire il proverbiale effetto “nuvola” riservato alla berlina di lusso più venduta al mondo.
La nuova e completamente elettrificata gamma di Classe C con prezzi a partire da 50.900 euro e spinta dai motori 4 cilindri diesel o benzina (esclusivamente mild-hybrid oppure plug-in), va dunque analizzata dalla prospettiva del suo segmento e sin dalle primissime risposte dinamiche dal test drive, s’intuisce come dalla sintesi di classicismi e nuove frontiere tecnologiche, emerga un’esperienza al volante protesa verso l’avvenire ma sempre incentrata sul confort. La prima parte della prova Roma alla Maremma e ritorno si è svolta lungo A12 e quindi sulla SS1 fino a Talamone. Il percorso scorrevole e dall’asfalto per lo più levigato, non può porre criticità per alcun assetto ma l’andatura costante con occasionali accelerazioni ha messo in luce l’elasticità del motore 2.0 turbo diesel da 264 + 20 cavalli abbinato al cambio a nove marce.
In superstrada e ad ogni buona occasione, il sussurrato veleggiare del primo motore a gasolio con alternatore started integrato, sottolinea i continui progressi del costruttore di Stoccarda nel migliorare l’efficienza dei suoi veicoli. Le ricerche hanno portato in dote cilindri di forma conica, nuovo albero motore, aumento della pressione, nuovi filtri, inediti catalizzatori ed una complessiva riduzione dei consumi, sin dal 2013, prossima al 40 per cento.
Il salto quantico trova continuità nella completezza del sistema Mbux già collaudato su Classe S. Si viaggia assistiti dal compendio tra realtà aumentata, intrattenimento dalle grafiche accattivanti, connessioni intelligenti inerenti a domotica, servizi di concierge, itinerario in corso. A ciò si aggiungono schermi dai generosi display e quasi venti supporti elettronici delegati alla sicurezza; alcuni dei quali (avvertimento cambio corsia e frenata automatica) a volte leggermente invasivi nell’operato ma nella maggior parte dei casi, discreti e preziosi nel salvaguardare il benessere degli occupanti. Altro punto in favore della berlina Mercedes è un quadro strumenti chiaro e di semplice interazione. Una volta apprese le logiche dei tasti, e della pressione d’applicare sulle superfici a sfioro, interagire con il vasto universo digitale è piuttosto intuitivo.
La nuova Classe C Mercedes – storicamente apprezzata anche nelle varianti Sw, coupè e con performance firmate Amg – è offerta in sei diversi versioni da Business a Premium Pro con materiali, tessuti e gadget interni ed esterni per ogni scelta e spesa. La C300d utilizzata nel primo tratto del percorso spiccava per un abitacolo dall’evidente pregio materico che seppur attraverso inusuali scelte estetiche, come la plancia grigia solcata da strisce bianche verticali contrapposta a sellerie crema e marrone chiaro, emanava un senso di occasione speciale. La C220d guidata al ritorno con 200+20 cavalli di potenza era invece più indicativa delle configurazioni entry level (che includono il nuovo Mbux di serie, gli schermi, gli Adas ed altre utili dotazioni) ma non per questo disadorna. Gli esemplari sono sempre modificabili nel carattere a seconda della mappatura selezionata. Sport irrigidisce l’assetto, sveltisce le risposte dei comandi e il volante diventa più pesante.
La trazione della C nasce posteriore (ma c’è anche l’opzione 4Matic) e quindi l’attitudine al sovrasterzo è parte del racconto. Tuttavia, l’asfalto rovinato e la carreggiata stretta lungo molti tratti del percorso tra le colline, ha precluso gli alti ritmi evidenziando più vibrazioni del previsto per chi si accomoda sul divano posteriore collocato sopra al nuovo asso sterzante, elemento inedito che migliora l’agilità e tempi di rotazione della berlina Mercedes lunga 4,70 metri. Uno dei più importanti e lodevoli valori aggiunti della Classe C con motori diesel mild-hybrid, risiede nel sostenere al meglio, le percorrenze elevate offrendo consumi contenuti, avanzate tecnologie di bordo e soprattutto, un un’andatura rilassata, rilassante e sempre più tutelata dall’ insieme d’intelligenze artificiali dei software.
Fonte www.repubblica.it










