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Salone di Pechino, il debutto della Maserati MC20 e tutte le altre novità

Da una parte una valanga di novità elettriche, dall’altra tanti Suv e auto di lusso. E’ su queste due tipologie di veicoli che punta il primo salone dell’auto in presenza dell’era post-Covid in corso dal 26 settembre a Pechino. Dopo l’annullamento dell’edizione 2020 dei saloni europei di Ginevra e Parigi, la capitale cinese ha invece deciso di affrontare la sfida e di aprire, fino al 5 ottobre,

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le porte ai numerosi visitatori e espositori. Tra questi c’è anche un folto drappello di costruttori occidentali, a partire da Maserati che ha scelto proprio Pechino per il debutto della super sportiva MC20. D’altra parte la Cina è il primo mercato mondiale dell’auto e, in particolare, i veicoli premium – secondo i dati della China Association of Automobile Manufacturers (CAAM) – ad agosto hanno registrato un aumento del 15%, un risultato migliore rispetto alla crescita del 10% dell’anno scorso. Il rimbalzo ha comunque interessato tutto il mercato dell’auto cinese che, dopo lo stop alle vendite seguito alla pandemia, ad agosto ha registrato una crescita per il quinto mese consecutivo, dopo essere precipitato durante il lockdown al minimo dal 2005. Ad agosto invece la domanda di autovetture è cresciuta dell’11,6% rispetto allo stesso mese del 2019 e, secondo i dati preliminari, nei primi 20 giorni di settembre le vendite  sono aumentate del 12%. Un rimbalzo che, se confermato, per la CAAM potrebbe portare ad un calo complessivo nel 2020 di meno del 10%. Anche in Usa, rispetto a prima della pandemia (febbraio) il livello delle vendite risulta inferiore di appena il 9,5%, ma ad agosto le vendite di veicoli sono scese dell’11% rispetto ad un anno fa, anche se in confronto al  mese di luglio si è registrata una crescita del 4%. Peggiore la situazione in Europa, dove il calo del 18% registrato ad agosto rispetto al 2019 è il numero più basso segnato ad agosto dal 2016 ed interrompe – sottolinea Jato Dynamics – la tendenza positiva osservata da maggio, quando il lockdown ha iniziato ad allentarsi in tutto il Continente. Insomma, in attesa che i loro mercati domestici riprendano quota, la Cina è l’unica speranza di risollevare i profitti per molti produttori globali di automobili. E così a Pechino, nonostante le difficoltà organizzative e logistiche dettate dalle severe misure di contenimento del virus,  i ‘big’ dell’auto ci sono tutti, da Volkswagen e General Motors, che sono le case che fanno i numeri più alti in Cina, a Ford, Daimler, Bmw, Audi e le asiatiche Hyundai, Honda, Nissan e Toyota. I dirigenti automobilistici provenienti dall’estero sono arrivati in Cina con molti giorni di anticipo, per rispettare la quarantena obbligatoria prima di potersi recare al salone di Pechino. Altri invece hanno deciso di non essere presenti ma di tenere conferenze stampa tramite collegamento video dai loro paesi d’origine. Un presidio però deve esserci, perché a Pechino si gioca la sfida mondiale sull’elettrico. Da una parte ci sono le case straniere che, avendo sostenuto grandi investimenti per la transizione energetica, vedono ora la Cina come terreno di conquista. Dall’altra ci sono le case cinesi, che non ci stanno a farsi scalzare a casa propria e anzi vogliono loro entrare in forza nel ‘fortino europeo’. Esempio recente è la scelta da parte del gigante cinese FAW della Motor Valley dell’Emilia Romagna per il suo primo grande investimento all’estero: il centro di innovazione, ricerca & sviluppo e design della joint venture siglata con la modenese Silk EV, che vuole diventare un punto di riferimento per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione di vetture di alta gamma full electric e plug-in.

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Fonte www.repubblica.it

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