Sulla norma del decreto sicurezza che ha introdotto il divieto di circolazione per i veicoli immatricolati all’estero e in disponibilità di soggetti che abbiano stabilito la propria residenza in Italia da più di sessanta giorni, si lavora ad una soluzione puntando ad escludere “i cittadini comunitari residenti all’estero dal campo di applicazione del divieto di circolazione e la facoltà per gli stessi di circolare sul territorio nazionale con targa estera per la durata massima di un anno”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, al question time al Senato. Quelle norme, ha sottolineato Salvini, “non volevano punire gli autisti della Croce Bianca o i camerieri degli alberghi di confine, ma avevano e hanno l’obiettivo di contrastare il fenomeno della cosiddetta esterovestizione, ossia la circolazione di autoveicoli con targa estera nel territorio nazionale al solo fine di eludere gli obblighi assicurativi e fiscali, nonché di evitare l’applicazione delle sanzioni del codice della strada (ciò accadeva in migliaia di casi)”.

“Le criticità segnalate ed emerse nella fase di prima applicazione della normativa – ha assicurato il ministro – sono tutte adeguatamente affrontate in modo da salvaguardare le – poche, ma evidenti – situazioni meritevoli di uno specifico trattamento derogatorio, fermo restando l’obiettivo di colpire le migliaia di condotte elusive degli obblighi di legge”. 

 

 

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