
ROMA – Chissà se qualcuno ha ancora in memoria qualche traccia della Toyota Urban Cruiser, una fra le prime a introdurre la formula Suv nel mondo delle piccole taglie: neanche quattro metri di lunghezza, appena poco più alta del normale, fu lanciata nel 2009 ma ebbe vita breve, cinque anni soltanto. Un po’ perché in anticipo sui tempi, molto perché penalizzata da un prezzo fuori mercato, condizionato com’era dai costi della produzione made in Japan. Oggi la Toyota ci riprova con la Yaris Cross, ma con tutt’altre premesse. E non solo perché nel frattempo la categoria è divenuta gettonatissima. In primo luogo può far conto sul supporto di un nome, Yaris, ormai consolidato sinonimo di affidabilità e non solo. E poi anche la baby suv verrà prodotta in Francia, a Valenciennes, utilizzando la medesima piattaforma modulare della berlina. Rispetto a quest’ultima è un po’ più alta di statura (9 cm, in parte dedicati ad aumentare l’altezza da terra) e altrettanto più generosa nelle misure d’ingombro per via del relativo allungamento degli sbalzi.
Stilisticamente la Yaris Cross richiama alcuni elementi delle sorelle maggiori: non bisogna essere degli esperti per ritrovare, nei passaruota trapezoidali o nel taglio del montante di coda, tratti analoghi a quelli della Rav 4. La meccanica ha il suo punto di forza nel 1500 ibrido comune ovviamente alla Yaris e, a differenza della maggior parte delle rivali, non rinuncia a proporsi anche con la trazione integrale, assicurata dalla presenza di un piccolo motore elettrico destinato all’asse posteriore. Si farà attendere ancora un po’, la Yaris Cross: il debutto è previsto verso la metà del 2021, con una differenza di prezzo stimabile attorno a un paio di migliaia di euro rispetto alla berlina, che con l’ibrido sotto il cofano quota fra 21,3 e 23,3 mila euro.
Stilisticamente la Yaris Cross richiama alcuni elementi delle sorelle maggiori: non bisogna essere degli esperti per ritrovare, nei passaruota trapezoidali o nel taglio del montante di coda, tratti analoghi a quelli della Rav 4. La meccanica ha il suo punto di forza nel 1500 ibrido comune ovviamente alla Yaris e, a differenza della maggior parte delle rivali, non rinuncia a proporsi anche con la trazione integrale, assicurata dalla presenza di un piccolo motore elettrico destinato all’asse posteriore. Si farà attendere ancora un po’, la Yaris Cross: il debutto è previsto verso la metà del 2021, con una differenza di prezzo stimabile attorno a un paio di migliaia di euro rispetto alla berlina, che con l’ibrido sotto il cofano quota fra 21,3 e 23,3 mila euro.
Fonte www.repubblica.it










