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Volkswagen e-Buggy dimostrazione versatilità piattaforma MEB

Come è accaduto con il Maggiolino e il Bulli, Volkswagen riporta in vita una leggenda, non a caso nata proprio sulla piattaforma a motore posteriore del Beetle.

All’imminente Salone di Ginevra, che aprirà al pubblico il 7 marzo, la Casa di Wolfsburg rivelerà un dune buggy totalmente elettrico basato sulla nuova piattaforma modulare elettrica MEB e ispirato nello stile e nella estrema funzionalità (oggi come allora è privo di porte) ai buggy degli Anni ’60, ’70 e ’80.

“Il buggy è più di una semplice auto – ha commentato Klaus Bischoff responsabile del design di Volkswagen – È vitalità e passione su quattro ruote. Queste caratteristiche si materializzano nel nuovo e-Buggy, interpretazione moderna e non retro’ di un classico che, più di ogni altra cosa, dimostra il legame emotivo che la mobilità elettrica è in grado di creare”. Ispirato ai suoi storici predecessori, nati in California e poi rapidamente arrivati anche in Italia, e-Buggy sembra essere – dalle prime immagini distribuite – fedele allo spirito originale, che prevedeva l’assenza di un tetto fisso, delle porte e la presenza di ruote parzialmente scoperte e dotate di gomme offroad per viaggiare ‘allegramente’ anche sulla sabbia.

Nello specifico la concept che sarà svelata a Ginevra, basata sulla piattaforma MEB, dimostra che questa architettura può essere utilizzata in modo più ampio rispetto alla sola produzione su larga scala. E come il telaio del Maggiolino in passato, ha il potenziale per permettere la produzione di modelli di nicchia in volumi ridotti. Nel complesso la produzione di veicoli per il tempo libero su base Beetle è lunga – che prosegue ancora con aziende di nicchia come Meyers Manx – ha riguardato circa 250.000 unità tra esemplari unici e modelli di piccola serie.

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