Nel cartellone di “Estate a Napoli 2020” programmato dal Comune di Napoli, si svolge la prima edizione di IZimbra Music Fest, rassegna musicale dedicata alla world music, contaminazione e condivisione di tradizioni popolari e culture mediterranee.
La canzone napoletana non è una reliquia da museo. Non è un corpo senza ossigeno da dover mummificare. I suoi spartiti, le sue copielle, non sono pergamene da santificare bensì testamenti da celebrare. Questa l’intuizione e l’ambizione del trio composto da Irene Lupe Scarpato (canto), Marcello Smigliante Gentile (mandolino, mandoloncello) e Gian Marco Libeccio (chitarra classica). L’ensemble – che nel nome evoca il singolo omonimo realizzato da Pino Daniele nel disco d’esordio Terra mia (1977), quale ideale punto di connessione tra il classicismo mediterraneo e la ostinata ricerca di essere contemporanei viaggia dentro le melodie e i ritmi, e circumnaviga le serenate e le canzoni umoristiche per far tornare alla luce – oggi – quel mistero e quella sapienza compositiva e di interpretazione che ha reso la canzone napoletana una disciplina e un patrimonio immateriale.
Formazione dal vivo: Salvio Vassallo, batteria, synth, visuals / Valentina Gaudini Voce / Luigi Scialdone, chitarra, mandolino / Ernesto Nobili, chitarre / Caterina Bianco, violino, tastiere / Antonio Esposito, batteria / Emidio Ausiello percussioni / Dario Mancuso, chitarre / Lello Somma, basso.
Nata per volontà dell’Associazione IZimbra Culture la rassegna, curata da Chiara Savelli e Marcello Squillante, ha l’obiettivo di proporre la città di Napoli al centro di attività musicali dedite alla contaminazione artistica, lo scambio culturale e l’interazione tra musicisti di estrazione diversa ma accumunati dallo spirito migrante che vede Napoli come baricentro grazie al ruolo strategico al centro del Mediterraneo con le sue molteplici sonorità.
L’ itinerario musicale proposto traccia una mappa sonora ricca di suggestioni che scaturiscono dalla ricchezza delle culture popolari del sud e del Mediterraneo e della tradizione della canzone napoletana di cui si vuole esplorare un repertorio meno conosciuto e proporre un racconto moderno, slegato dall’immagine cristallizzata di una Napoli da cartolina.

