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Musica Sociale

Luca Persico: Il mio nome è Zulù, canzone manifesto contro il razzismo

Il singolo è dedicato all’Afronapoli United, la squadra di calcio composta da migranti che a marzo ha festeggiato la promozione in Eccellenza. “Più che un brano antirazzista è a favore dell’integrazione” dice il rapper frontman dei 99 Posse

“La recrudescenza razzista è sotto gli occhi di tutti, anche se è incomprensibile, perché antistorica. Questa è l’epoca in cui è ancora più importante affermare i concetti di tolleranza e integrazione”

Integrazione e riscatto sociale sono i concetti cardine al centro del videoclip con la regia di Gianluigi Sorrentino. Protagonisti, insieme a ‘O Zulù, l’Afro Napoli United, squadra di calcio multietnica composta da napoletani e migranti, e la tifoseria Brigata Spallatella, che sostiene i propri atleti mantenendo alti i valori dell’antirazzismo e antifascismo. Si offrono, quindi, come esempi virtuosi capaci di mostrare come il gioco del calcio, lo sport in generale, sia strumento efficace non per combattere il razzismo, ma per costruire l’altro, anzi, l’unico mondo possibile: una società multiculturale che è già reale, è già la normalità dell’odierna civiltà.

Si chiama “Il mio nome è Zulù” ed è il nuovo singolo di Luca Persico in arte ‘O Zulù’, frontman dei 99 Posse, per il suo attuale progetto da solista “Suonoquesto, suono quello – Quant’ ne vuo’” (Musica Posse/Artist First). La canzone, uscita il 2 marzo scorso in tutte le radio, è accompagnata da un video che ha già raggiunto 20mila visualizzazioni.

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