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GALLONI: «FLAT TAX? DATEVI DA FARE CON LA MONETA ALTERNATIVA»

Con il Reddito di Cittadinanza che comincia a insinuare il dubbio sulla sua reale efficacia in termini di benefici sull’economia, torna in primo piano il progetto della Flat Tax. Si tratta del cavallo di battaglia della Lega in contrapposizione più o meno marcata con la ricetta occupazionale proposta dai Cinque Stelle.

Gli osservatori spiegano che dietro all’evidenza che viene data alla Flat Tax ci sia una buona parte di contrasti che ideologicamente separano i due schieramenti politici che fin qui hanno condiviso la gestione politica del governo nazionale. Ma le parti in causa rispondono che tutto era «scritto nel contratto di governo».

Sarà, ma i dubbi restano. Per chiarirci le idee abbiamo chiesto nuovamente aiuto al professor Nino Galloni che in giornata aveva già suggerito, in un suo tweet “ruspante”, al ministro Matteo Salvini la possibile soluzione per far funzionare l’annunciata semplificazione fiscale: «Se avete problemi con il costo della flat tax… dateve da fa’ con la moneta parallela sovrana e non a debito».

Il concetto è chiaro: «Una riduzione delle tasse di questo tipo deve tenere in conto la necessità di non ridurre troppo il gettito tributario. Cioè la Flat Tax funziona se compatibile a un gettito adeguato. Quindi, o si mette mano al disavanzo pubblico mantenendo bassi i tassi d’interesse e magari introducendo un’agenzia di rating nazionale, oppure si ricorre alla moneta alternativa. Perché ridurre la tassazione in questo senso deve essere la premessa per spendere di più».

La Flat Tax, spiega Galloni, deve prevedere importanti deduzioni e detrazioni per salvaguardare il concetto di progressività delle imposte e non uscire dal percorso costituzionale. «Bisognerà poi vedere – aggiunge l’economista – se sviluppare il progetto con una sola aliquota, come proposto da Armando Siri, o con due-tre fasce allentando gradualmente la pressione fiscale. La scommessa sta nella riduzione dell’evasione, perché una tassa minima uguale per tutti, sia chi non paga abitualmente le tasse perché non guadagna e sia chi non paga pur guadagnando. Certamente i lavoratori vessati da troppi balzelli ne ricaverebbero un beneficio. Sarebbe anche l’occasione per introdurre nel sistema una quota minima che corrisponda a servizi effettivi, individuando beni e servizi garantiti al cittadino».

Insomma la Flat Tax potrebbe avere un impatto sull’economia. Galloni analizza i risvolti positivi: «Detto che il Reddito di Cittadinanza non è in realtà un reddito vero e proprio (come invece quello di Dignità promosso dal Pvu di Maurizio Sarlo) ma un buon ammortizzatore sociale, la Flat Tax si ripromette di restituire risorse a una massa di persone finita alle strette per la esagerata tassazione». Sono possibili integrazioni tra un progetto e l’altro, «con le necessarie valutazioni di macro e microeconomia a vantaggio delle imprese».

Ma la chiave di tutto sta nell’indispensabile impulso – non ancora condiviso dal racconto politico mainstream – alla capacità di acquisto dei cittadini, da incentivare grazie alle tecnologie sottoutilizzate in tutti i comparti, con particolare riferimento ai servizi per la cura della persona o per l’ambiente e da abbinare necessariamente alla moneta alternativa. Come suggerisce giustamente Galloni: «Dateve da fa’!».

LUCA BORIONI      

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