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GALLONI: «MINIBOT COMPATIBILI CON IL TRATTATO DI LISBONA SE NON A DEBITO»

Con una mozione votata all’unanimità, il governo si è impegnato a varare un provvedimento per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione in titoli di Stato di piccolo taglio. Questo passaggio ha creato immediatamente allarmismo tra quanti immaginano che soluzioni di questo tipo preludano a un “Italexit”, cioè l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea.

Ma i minibot rientrano nella tipologia di moneta parallela?

Lo abbiamo chiesto al nostro economista di fiducia, il professor Nino Galloni: «I minibot possono essere considerati moneta parallela, il problema – spiega l’ex direttore generale al ministero del Lavoro – è che chi vuole introdurli teme le resistenze della Bce quindi non li chiama moneta».

Galloni pensa alle possibili applicazioni: «Se ne possono ipotizzare tre tipi: 1) non a debito per pagare immediatamente debiti già maturati della p.a. e che quindi fanno aumentare la liquidità in circolazione; 2) buoni acquisto e voucher dedicati senza copertura, si utilizzeranno anche per pagare le tasse magari con sconti e agevolazioni (queste ultime potrebbero far diminuire un po’ il gettito tributario in euro, ma se il loro effetto sul pil è notevole non ci saranno problemi); 3) titoli senza copertura (non a debito), ma a corso legale solo in Italia». 

In quest’ultimo caso sarebbero compatibili con il trattato di Lisbona. Galloni specifica: «Nel trattato di Lisbona si parla di “banconote aventi corso legale in tutta l’Unione europea”, siccome ci si pagano anche le imposte i minibot dovrebbero essere contabilizzati insieme agli euro, ma solo in questo caso, per il resto circolerebbero come moneta parallela».

LUCA BORIONI

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