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L’OBBLIGO DEI VACCINI TRA LE RIGHE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

C’è un passaggio, tra le righe del decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che stabilisce nel dettaglio le modalità per accedere al Reddito di Cittadinanza voluto dai Cinque Stelle che sembra davvero inquietante.

È quello dove si mette in guardia chi non osserva i dettami per essere in regola con la ricezione del contributo.

In particolare al comma 8 dell’articolo 7, si prevedono una serie di infrazioni “nel caso di mancata partecipazione… da parte anche di un solo componente il nucleo familiare“ alle iniziative di orientamento. Le sanzioni sono nette e si parte dalla decurtazione di due mensilità del Reddito in caso di una prima mancata presentazione ai corsi di formazione. Si passa poi alla decadenza nel caso di ulteriore mancata presentazione.

Il comma 9 entra nello specifico e nella premessa prefigura uno scenario che vale approfondire perché entra nel tema dei vaccini obbligatori: “In caso di mancato rispetto degli impegni… ovvero impegni di prevenzione e cura volti alla tutela della salute, individuati da professionisti sanitari, si applicano le seguenti sanzioni”. E c’è l’elenco delle conseguenze per il malcapitato fruitore del Reddito che vanno della decurtazione di due fino a sei mensilità e alla decadenza del beneficio.

Cioè il Reddito verrebbe revocato a chi rifiutasse di portare un figlio sull’altare della Scienza con la «s» maiuscola per sottoporlo a presunte “cure di prevenzione volte alla tutela della salute”, che poi si tratta di una definizione che potrebbe essere applicata anche a nuove vaccinazioni sperimentali o chissà a cos’altro.

Insomma, vale la pena di fare attenzione. Altro che divano, il Reddito di Cittadinanza prevede in cambio qualcosa di molto importante per chi ne fa uso. Il proprio valore umano. Vi dice niente?

 

L.B.

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