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OTTO ORE DI LAVORO AL GIORNO, CENTO ANNI E SENTIRLI

Cento anni fa l’Italia si distingueva con la sottoscrizione del primo contratto nazionale di lavoro. Un esempio – quello dell’accordo tra il sindacato dei metallurgici e l’associazione degli industriali dell’epoca – che fissava a otto il limite delle ore lavorative quotidiane per un totale di quarant’otto settimanali.

«Il limite fissato alla prestazione lavorativa poneva la dignità della persona a fondamento delle stesse relazioni economiche e sociali e i diritti del lavoro assunsero per la prima volta una valenza universale», ha sottolineato il presidente Sergio Mattarella. In effetti pochi mesi dopo la neonata Organizzazione internazionale del lavoro, con la stipula della Convenzione di Washington, avrebbe recepito gli stessi contenuti di quel contratto siglato dai lavoratori italiani nel febbraio del 1919 (che sarebbe diventato decreto legge nel 1923).

Mattarella sottolinea l’importanza di quel passaggio: «La scelta internazionale appariva lungimirante essendo diretta a evitare una competizione della produzione di merci che fosse basata sul peggioramento delle condizioni di lavoro e sul taglio dei salari invece che sull’innovazione. È una questione che mantiene intatta la sua attualità», conclude il presidente della Repubblica.

Ma quanto è davvero attuale il limite delle otto ore di lavoro?

Sono passati cento anni e la storia ha narrato avvenimenti epocali, sconvolgimenti drammatici. E il progresso tecnologico non è andato di pari passo con il rispetto della dignità della persona. Anzi, quel peggioramento delle condizioni di lavoro assieme al taglio dei salari, si è verificato. Tanto che la Repubblica non può più essere “fondata sul lavoro”, ma dovrebbe esserlo sul “valore umano”. E allora il limite delle otto ore andrebbe decisamente ripensato fuori dai paradigmi tradizionali che hanno portato alle attuali premesse per una catastrofe economica imminente e, anzi, già in corso. Le tecnologie lo consentono e a breve addirittura lo imporranno. Quattro ore di lavoro per dare spazio al talento delle persone, agli affetti, alla serenità. Al paradiso in terra.

L.B.