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QUANTA IPOCRISIA NEGLI SPOT DEL GESTORE DI ENERGIA ELETTRICA

Quanta ipocrisia in certi spot istituzionali. Sono realizzati bene, con il supporto delle migliori agenzie di comunicazione e sulla base di budget sontuosi. Ti affascinano con musiche attuali, approvate dagli algoritmi giusti, e ti convincono che sia tutta una bella storia. Chi gestisce l’energia elettrica, per esempio, viene descritto da queste pubblicità come una specie di padre saggio che ti concede un bene prezioso e ti offre la possibilità di evolvere la tua conoscenza. Ti dà l’energia.

Partiamo dal concetto che l’energia elettrica dovrebbe essere un bene fondamentale nella nostra società, condivisibile da tutti proprio perché essenziale. Dovrebbe essere, in altre parole, un servizio gratuito. È un’idea così balzana? No, è logica.

L’energia ormai ti permette di vivere. Privare qualsiasi persona di energia è un esercizio crudele. Che però il gestore di turno applica regolarmente. Basta un ritardo di pagamento e scatta la ritorsione. Qualcuno da qualche parte preme un pulsante e a casa di una famiglia magari in difficoltà le luci si spengono, l’energia vitale si interrompe. Se è inverno fa freddo, la tv non funziona, il wi fi non c’è più, l’acqua calda svanisce. E con quali parole quel padre di famiglia può spiegarlo ai suoi bambini?

Uno sport di un anno fa, assai intrigante nelle sue musiche immagini, raccontava che “l’energia è una porta”. Già, una porta che ti possono chiudere in faccia senza che tu possa farci niente.

Un altro spot, più recente, domandava: “What’s your power?”. Ecco, nessun potere per chi non ha abbastanza soldi per pagare le bollette della luce sempre più salate, sempre più complesse, sempre più implacabili. Sempre più schiavizzanti.

Altro che energia e buoni sentimenti: fatevi un sano esame di coscienza.

L.B.

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