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TAV, STIPENDI DEI POLITICI E LITE CON I FRANCESI: OGNI GIORNO UN TEMA

Dopo gli attacchi si cerca di ricucire. Di Maio prova a ridimensionare lo scontro con la Francia e spiega: «Macron? È solo un avversario politico». Intanto Salvini ha inviato una lettera al ministro dell’interno francese Castaner per invitarlo a Roma, sottolineando come i due paesi condividano rapporti bilaterali su sicurezza, terrorismo e immigrazione: rapporti da sviluppare nell’interesse reciproco, dice il vicepremier leghista. Tutto questo dopo la clamorosa decisione di Macron di richiamare l’ambasciatore transalpino in Italia.

Insomma è come una partita di tennis. Palla ai francesi: «Le battute di Di Maio e Salvini non hanno evitato a Roma la recessione», fanno sapere con solita perfidia da Parigi. E ancora: Air France che valuta di defilarsi dalla trattativa con Alitalia; Mattarella che chiede a Moavero di ricucire con l’Eliseo. E infine Di Maio che al quotidiano Le Monde invia una lettera per spiegare la sua posizione e incorre in una gaffe: «La Francia è una democrazia millenaria», sbagliando forse la collocazione temporale della rivoluzione.

Ieri dunque le scaramucce con i francesi, il giorno prima la questione della Tav (con i francesi ancora in qualche modo coinvolti) e prima le ragioni del taglio degli stipendi per tutti i parlamentari, con il ricavato che servirà «a costruire ponti e altre infrastrutture per un totale di circa due milioni», come affermato da Di Maio in tv.

Ogni giorno una grande questione da dibattere e per la quale scontrarsi. Ogni giorno una cortina fumogena sui problemi reali e quotidiani, quelli che affliggono tante persone. Ma che passano in secondo piano rispetto alla prospettiva, fasulla, di un nuovo ordine che cambierà le cose.

Ogni giorno un tema diverso, fateci caso. Ma fino a quando si andrà avanti così?

L.B.