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In attesa di Mattarella, Forza Italia tende la mano al governo col Movimento 5 Stelle

In mancanza di accordi tra partiti il capo dello Stato sceglierà lui stesso tra qualche giorno a chi affidare un mandato esplorativo per la formazione del Governo. In pole la Casellati e Fico. Ed è proprio a quest'ultimo che punta Berlusconi
Mattarella prende tempo e Forza punta ai 5 stelle
Il presidente Sergio Mattarella.

Roma - Al di là del siparietto di Berlusconi andato in scena ieri al termine della dichiarazione letta da Salvini al Quirinale, in Forza Italia si rimarca la disponibilità manifestata nera su bianco di aprire ad un confronto con M5s, sempre che questi facciano un passo indietro slla pregiudiziale Berlusconi. Un atto di responsabilità nella direzione del dialogo auspicato dal capo dello Stato. Ed è proprio al presidente della Repubblica che si affida l'ex premier. E' vero che la coalizione al Colle ha invocato un mandato per il centrodestra ma nel partito azzurro non si predilige alcuna opzione.

Le strade che potrebbe prendere Mattarella possono presentare comunque delle insidie. Qualora arrivasse un mandato esplorativo per il presidente del Senato, Casellati, la consapevolezza dei big azzurri è che la seconda carica dello Stato non abbia la possibilità di convincere i grillini a scendere a patti. Un eventuale tentativo a vuoto, portato avanti da chi si è definita iper-berlusconiana, potrebbe, suo malgrado, indebolire la forza del partito azzurro. "E poco importa - riflette un esponente forzista - che si tratterebbe di vedere se ci sono i numeri per un incarico a Giorgetti, Casellati avrebbe poche chances, si tratterebbe di prendere tempo. Salvini ne sarebbe ben contento".

   In Forza Italia c'è chi auspica che il mandato esplorativo possa essere affidato al presidente della Camera Fico che si è tenuto alla larga da attacchi agli azzurri. "Sarebbe costretto a trattare con Berlusconi", la tesi. Ma la carta Fico resta di difficile attuazione in quanto si tratta della terza carica dello Stato. L'ipotesi Casellati del resto è stata evocata esplicitamente dallo stesso Giorgetti ieri e non sarebbe sgradita a via Bellerio. E' un dato di fatto che lo stesso Salvini freni sull'eventualità di mandare avanti uno dei suoi fedelissimi in questo momento. "Chiedere a qualcuno di andare a cercare voti che non ci sono mi sembra inutile. Aspettiamo - ha sottolineato - le scelte del presidente della Repubblica, ma la caccia al tesoro le faccio con i miei bimbi per divertirmi, il Parlamento e il governo sono cose più serie".

Nel centrodestra tuttavia non viene escluso che il presidente della Repubblica possa chiedere proprio a Salvini, in quanto segretario del partito che ha preso più voti all'interno dell'alleanza di centrodestra, di indicare un nome. E c'è chi sottolinea come la mossa di fatto potrebbe portare la Lega (o il Movimento 5 stelle se la scelta ricadesse su Di Maio) a prendersi l'onere di cercare una maggioranza di governo. Nel caso di mancato successo si potrebbero aprire le porte ad un esecutivo istituzionale o di tregua con il Pd. Una pista che Salvini esclude a priori, ma che Berlusconi da tempo sotto traccia avalla. 
   Senza fare il nome di Giorgetti - che comunque dal suo entourage continuano a smentire sia mai stato in ballo (mentre dal Colle è arrivata la conferma che il centrodestra unito ha fatto il nome del segretario leghista) - il segretario della Lega sembra confermare che non vi è alcuna intenzione da parte del suo partito di accettare un pre-incarico al buio anche dopo la nuova fumata nera del secondo round di colloqui al Colle.
   Dunque ancora qualche giorno per capire quale sarà la direzione della partita sul governo. L'esito è incerto e sul tavolo c'è sempre l'eventualità che, nonostante gli appelli del capo dello Stato, si vada oltre alla data delle elezioni regionali del prossimo 29 aprile. Il rinvio della soluzione darebbe più forza a M5s e soprattutto alla Lega di puntare sullo schema utilizzato per le elezioni dei vertici istituzionali.