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La Casellati prova a far dialogare centrodestra e Movimento 5 stelle

Mattarella ha affidato alla presidente del Senato il compito di verificare se è possibile una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione e Di Maio che esprima un premier e sostenga un governo. E lo dovrà fare entro venerdì
La Casellati prova a far dialogare centrodestra e Movimento 5 stelle

Roma - Sergio Mattarella ha affidato a Elisabetta Casellati un mandato esplorativo mirato a tempo: la presidente del Senato dovrà verificare se è possibile una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione di centrodestra e il Movimento Cinque Stelle che esprima un premier e sostenga un governo. E lo dovrà fare entro venerdì. Si tratta dunque della prima tappa di quel percorso per uscire dallo stallo, che il presidente della Repubblica aveva annunciato venerdì scorso al termine del secondo giro delle consultazioni.

   La presidente ha accettato il mandato, ha riferito che terrà costantemente informato il Capo dello Stato ed ha spiegato di aver accettato il compito con spirito di servizio. Ora quindi cominceranno i colloqui della presidente, che ha già incontrato il presidente della Camera Roberto Fico e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

   La scelta di affidare alla Casellati un mandato esplorativo ha diverse ragioni, che gettano un po' di luce sui possibili scenari che si apriranno da oggi in poi. Mattarella ha scelto di affidare alla presidente del Senato un mandato e non un incarico o preincarico, quindi non c'è l'obiettivo immediato di individuare un possibile premier nella persona scelta, che deve per ora svolgere solo un'opera di sondaggio sulle forze politiche. 

   Aver indicato la presidente del Senato ha un'altra ragione: statisticamente è si è preferito spesso negli anni ricorrere alla seconda carica dello Stato, che può divenire anche supplente dello stesso presidente della Repubblica, per i mandati esplorativi del passato. Elisabetta Casellati, tra l'altro, è stata eletta con i voti di una maggioranza composta dal centrodestra unito e dal M5s, cioè le due formazioni che hanno avuto maggior successo alle ultime elezioni. Un modo, quindi, per rispettare nel primo tentativo la volontà popolare, come chiesto a gran voce in questi giorni dai leader di centrodestra e Cinquestelle.

  Il compito che le è stato conferito ha poi una durata temporale molto limitata: due giorni. Entro venerdì la Presidente dovrà tornare al Quirinale per riferire sulla sua esplorazione, ben prima che si chiudano le ormai famose urne del Molise. Il tempo che Mattarellla intende concedere ai partiti, dunque, non è infinito e non deve essere o apparire come una dilazione sulla strada della soluzione del problema: dare presto un governo stabile al Paese

  Detto questo, il perimetro indicato, centrodestra-M5s, è limitato perché è stato quello indicato dalla compagine più forte dal punto di vista dei numeri in Parlamento, e cioè il centrodestra, come l'unica possibilità percorribile.

Matteo Salvini, leader della coalizione, ha infatti escluso l'ipotesi di un governo con il Pd ed ha indicato solo nei Cinquestelle i possibili interlocutori.

La prima tappa, come viene definita al Quirinale, del percorso per giungere a un governo era dunque obbligata. Ma potrebbe non essere l'ultima. Tutto ora dipenderà dai partiti. Se centrodestra e M5s, sondati da Elisabetta Casellati, apriranno a un dialogo, la strada sarebbe in discesa. La presidente, venerdì al Quirinale, potrebbe riferire positivamente, indicando un possibile premier o chiedendo qualche altro giorno di tempo per definire gli ulteriori dettagli del nascituro esecutivo. Se invece permanesse la chiusura tra i due litiganti di questi giorni, Casellati potrebbe salire al Colle per ammettere di non aver risolto il problema. A quel punto si aprirebbero diverse possibilità, nessuna esclusa.

   Il Capo dello Stato potrebbe affidare un altro mandato esplorativo a un altro presidente, quello della Camera, e con un altro perimetro che comprenda anche il Pd. Se anche questo compito fallisse, si potrebbe passare a un preincarico o a un incarico pieno, magari a quella figura terza di cui si parla e scrive da giorni, che potrebbe essere lo spesso evocato Giancarlo Giorgetti. Ma se si chiede al Quirinale cosa succederà da venerdì, la risposta è che tutto è possibile, nulla è deciso. Insomma, oggi è cominciata una tappa. Da venerdì si capirà se è solo la prima o se è anche l'ultima.