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  • BUONGIORNO ITALIA! Lo sciocco dice, “Questi sono i miei figli, questa è la mia terra, questo è il mio denaro”. In realtà, lo sciocco non possiede se stesso, tanto meno i figli, la terra o il denaroGautama Buddha

Matterella: nuovo incarico a Cottarelli, l'uomo dei tagli ai costi

di Redazione Politica
Il capo dello Stato chiama al Quirinale un tecnico di alto profilo, l'economista della spending review ma Lega, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d'Italia non ci stanno e invocano a gran voce "l'alto tradimento" del presidente della Repubblica
Matterella: nuovo incarico a Cottarelli, l'uomo dei tagli ai costi

Roma - "Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza. A questo punto, con l’onestà, la coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi! #Primagliitaliani! Io non mollo". Tuona Matteo Salvini sui social, che poche ore prima, in conferenza stampa, aveva dichiarato: "I poteri che hanno messo in ginocchio l'Italia non vogliono il ministro Savona? Vuol dire che è il ministro giusto". "In questo momento mi sto accorgendo che l'Italia non è un Paese libero. Se altri devono decidere i nostri ministri vuol dire che non siamo un Paese libero".

È scontro istituzionale. Il governo del cambiamento, per ora, salta. Tutto è ruotato, appunto, intorno alla nomina di Savona, su cui è pesato il secco "no" del capo dello Stato: "Ho fatto tutto il possibile per far nascere un governo politico, ma non potevo accettare un ministro dell'Economia che minacciasse l'adesione dell'Italia all'euro, che considero fondamentale per il futuro del Paese e dei nostri giovani", ha detto Mattarella. "Ho accettato tutti i ministri. Ma se si deve discutere di questo (l'uscita dall'Euro) lo si faccia apertamente, ma non è un tema che si è discusso in campagna elettorale".

"Nessuno ministro che è stato critico sull’euro va bene. Questa allora non è una democrazia libera" ha detto Di Maio in diretta Facebook, in contemporanea al discorso di Mattarella: "Ho stimato Mattarella ma questa scelta è incomprensibile, noi ce l’abbiamo messa tutta, in quel contratto di governo c’era la rivisitazione di alcune regole europee ma non l’uscita dall’euro. Ci siamo messi intorno al tavolo per cambiare il paese, abolire la Fornero, l’immigrazione i problemi economici. Ma non ci è stato permesso. Eppure rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tutt’ora queste due forze hanno la maggioranza in Parlamento. Ci è stato detto no. Il problema è che le agenzie di rating erano preoccupate per chi andava all’economia? Allora diciamolo chiaramente che è inutile andare a votare tanto i governi le decidono le agenzie di rating. Alla fine, anche se prendiamo l'80 per cento, un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre. E non possiamo stare qui a dire di ritornare al voto". 

"Sono molto arrabbiato", ha chiuso poi Di Maio, "Stiamo lavorando da decine di giorni, lavoriamo dalla mattina alla sera, ma la verità che stanno facendo di tutto per non mandare il M5s al governo. E io non posso accettare che il ministro dell’economia lo decidono le agenzie di rating. Noi ci saremo sempre. Ma con una consapevolezza differente".

Ancora più dura Giorgia Meloni: "Se il veto su Savona impedisse la formazione del Governo chiederemo al Parlamento la messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica!"