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A Potenza il primo sindaco leghista in un capoluogo di regione del Sud

Di stretta misura, il Comune di Potenza è passato alla Lega, con Mario Guarente primo sindaco leghista di un capoluogo di regione del Sud. Ma Guarente, 35enne, consigliere comunale uscente (spinto al primo turno da sei liste collegate) ha dovuto aspettare fino al risultato dell’ultima delle 77 sezioni scrutinate nel capoluogo lucano: su circa 32mila voti validi, il neo sindaco – che al primo turno aveva ottenuto il 44,7% – ha ottenuto il 50,3%, superando di soli 200 voti il suo sfidante, il “civico” di sinistra Valerio Tramutoli (appoggiato dalle due liste Basilicata possibile e Potenza Città Giardino) che due settimane prima si era fermato al 27,4%. Da registrare l’affluenza (56,6%) in netto calo rispetto a quella del primo turno (71,7%).

Decidono le contrade periferiche
Decisivo è stato il voto delle zone periferiche, che ha nettamente cambiato il trend. I seggi di Potenza città sono andati quasi tutti a Tramutoli. Guarente ha stravinto nelle contrade, soprattutto a Bucaletto (oltre il 70%), Rossellino (oltre il 60%) e Giarrossa (dove ha raggiunto il picco dell’85%). «Al di là del risultato – ha assicurato Guarente che ha fatto i complimenti a Tramutoli per la «battaglia molto combattuta» – lavoreremo per trovare convergenze anche con gli avversari sui problemi da affrontare per il bene della città».

Basilicata terra di conquista per la Lega
Due mesi e mezzo dopo la vittoria alle elezioni regionali del governatore Vito Bardi, scelto da Forza Italia ma alla guida di un centrodestra a forte trazione leghista, la Basilicata si conferma dunque terra di conquista per il partito di Matteo Salvini (secondo in regione con il 19,1%, a una spanna dal M5s, ancora primo con il 20,3%). Nelle prossime ore, Guarente prenderà il posto di Dario De Luca, eletto nel 2014 alla guida di una coalizione di centrodestra e poi al governo della città per quasi tutta la consiliatura con una sorta di “grande coalizione”, anche per “colpa” della “anatra zoppa” di un Consiglio comunale in maggioranza di centrosinistra. Il sindaco leghista, invece, entrerà nel Municipio di piazza Matteotti forte di una maggioranza ampia (20 consiglieri su 32) in cui proprio la Lega, con cinque eletti, sarà il partito più rappresentato, mentre il Pd – il grande sconfitto del primo turno – ne avrà solo due, il Movimento cinque stelle uno.

Tramutoli sconfitto di misura
Sconfitto di misura Tramutoli, classe 1957. «Già essere al ballottaggio e tenere un testa a testa per provare a fermare la Lega è un grande risultato» ha detto al suo comitato elettorale. Docente di telerilevamento ambientale all’Università della Basilicata. Lo scarto con Guarente era di 7mila voti dopo il primo turno. Al ballottaggio Tramutoli ha incrementato i consensi passati da 11mila a 16mila, intercettando voti del centrosinistra tradizionale (Pd e Articolo 1) oltre che di elettori M5s. Mentre Guarente ha perso quasi 2mila voti. È rimasto nell’ombra il governatore uscente dem Marcello Pittella (grande sconfitto nella tornata elettorale delle regionali dello scorso marzo).

Tramutoli era reduce dalla competizione elettorale per le regionali dove, come candidato governatore non era andato oltre il 4,4% dei voti (con una punta però del 9,2% di consensi a Potenza). In quella occasione era sembrata più marcata la sua estrazione di sinistra (alle regionali la sua lista ha avuto l’appoggio del movimento “Possibile” di Pippo Civati e dell’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis). Alle amministrative ha valorizzato il suo profilo “civico” legato al mondo della società civile e nell’associazionismo.

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