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Abrogare la legge Mancino?

Il ministro Fontana si fa portavoce di quell’Italia spaurita e confusa, che non possedendo validi strumenti di interpretazione della realtà, è costretta a tornare indietro nel tempo anziché dirigersi verso il progresso.

“Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si e’ trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno e’ stato svelato”. Con queste parole il ministro per le politiche per la famiglia,Lorenzo Fontana, esordisce all’alba di un susseguirsi di episodi di violenza a sfondo razziale sempre più allarmanti.

La legge Mancino, nata a giugno del 1993 ad opera dell’allora ministro dell’interno Nicola Mancino, condanna azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e responsabili di istigazione all’odio, alla violenza e di discriminazione razziale, etnica o religiosa.

Attualmente la legge Mancino è il principale strumento offerto dall’ordinamento italiano per la repressione dei crimini d’odio. Tale legge sancisce che chi promuova azioni o propagandi idee basate sull’odio razziale sia punibile con la reclusione fino a un anno e sei mesi o con una multa fino a 6000 euro. E’ inoltre proibita la creazione di qualsiasi organizzazione, associazione, movimento o gruppo che promuova e abbia come scopo l’incitamento alla violenza per motivi razziali, etnici, o religiosi. Sostanzialmente questa legge descrive i presupposti essenziali per una convivenza pacifica fra molteplici etnie che ad oggi si mescolano in Italia, come nel resto del mondo. 

Dal 2004 in poi la Lega, ripropone periodicamente l’abrogazione della legge Mancino, adducendo come motivazione il fatto che si scontri con l’articolo 21 della Costituzione, relativo alla libertà di pensiero e di espressione e definendola una legge “liberticida”. 

Dichiara Fontana: “I fatti degli ultimi giorni rendono sempre piu’ chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano – scrive Fontana su Facebook – accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni”. “Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra – sostiene il ministro -. Se c’e’ quindi un razzismo, oggi, e’ in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che e’ consapevole e cosciente della propria identita’ e della propria storia fa paura ai globalisti, perche’ non e’ strumentalizzabile.”. (AGI)

Dalla xenofobia al complottismo, le affermazioni di Fontana rimbalzano di sito in sito, di social in social, incendiando le proteste e gli animi. 

Si scatena la bufera: PD e Leu chiedono con urgenza la convocazione di Salvini in parlamento, affinchè venga reso noto se il parere di Fontana sia di natura personale o piuttosto espressione di una reale presa di posizione del governo. A nome del PD Emanuele Fiano affferma: “Consideriamo gravissima la presa di posizione del ministro Fontana”. Fratelli d’Italia al contrario si schiera a favore dell’abrogazione sostenendo che i reati di opinione costituiscano una chiara violazione della libertà di espressione. L’unione delle Comunità Ebraiche (UCEI) chiede al presidente Conte di fare chiarezza sulle dichiarazione del ministro Fontana, esprimendo forte preoccupazione. Il segretario dem, Maurizio Martina : ” Da abrogare è il ministro Fontana e con lui il governo dell’odio, sempre più pericoloso per gli italiani.”

 

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