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Al Senato il taglio dei parlamentari entra nel vivo: Italia terza tra i paesi Ue

IL DDL COSTITUZIONALE

La seconda approvazione non prevede la presentazione di emendamenti, si vota con un sì o un no secchi all’intero provvedimento. E l’ultimo e definitivo sì della Camera potrebbe arrivare per la fine di luglio, prima della pausa estiva

di Andrea Carli

10 luglio 2019


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2′ di lettura

La riforma costituzionale per tagliare 345 parlamentari entra nel vivo. È iniziato nell’aula del Senato in seconda lettura l’esame del disegno di legge costituzionale sul taglio del numero di deputati e senatori, che dovrebbe essere votato domani mattina ma non si esclude un’accelerazione già oggi.

L’ultimo sì della Camera potrebbe arrivare per la fine di luglio
La seconda approvazione non prevede la presentazione di emendamenti, si vota con un sì o un no secchi all’intero provvedimento. E l’ultimo e definitivo sì della Camera potrebbe arrivare per la fine di luglio, prima della pausa estiva.

Cosa cambia nella classifica a livello europeo
Una volta approvata la riforma, l’Italia passerebbe dal terzo al quinto posto nella classifica che fotografa il numero di deputati di ciascuno dei 28 paesi Ue; perderebbe invece una posizione (dal terzo al quarto) nel confronto sul numero dei senatori. Va ricordato, con riferimento a questo secondo scenario, che in diversi ordinamenti vige il monocameralismo, pertanto la classifica della Camera alta prende in considerazione solo 13 paesi (oltre all’Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Romania, Polonia, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Germania, Irlanda, Austria, Belgio e Slovenia).

Per approfondire / Il parlamento italiano è il più “popolato”

Cosa prevede il ddl costituzionale
Il ddl costituzionale prevede 200 senatori elettivi invece di 315, e 400 deputati invece degli attuali 630. Per ciascuno dei due rami del Parlamento, la riduzione così prevista è pari al 36,5 per cento degli attuali componenti (elettivi). Il numero degli abitanti per deputato aumenterebbe così (da 96.006) a 151.210. Il numero di abitanti per ciascun senatore aumenterebbe (da 188.424) a 302.420(assumendo il dato della popolazione quale reso da Eurostat). La riforma non intacca invece il bicameralismo paritario.

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