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Altro che Tav, gli anarchici ce li abbiamo al governo

Hai voglia a inanellare maledizioni contro quattro cretini che decidono di mettere in ginocchio l’Italia incendiando una centralina dell’alta velocità tra Roma e Firenze. Se volete puntare il dito contro chi non ha a cuore il bene pubblico, contro chi non vede l’ora di guadagnarsi titoli di giornale incurante del disagio che provoca alle persone, contro chi parla d’amore e rabbia ma in realtà vuole solo trarre vantaggio dal caos, rivolgete la vostra mano verso Palazzo Chigi, o Montecitorio, o il Viminale. Perché è lì che troverete i veri anarco-insurrezionalisti di questo Paese, i maestri del polverone continuo, gli artigiani del caos.

Partiamo pure da lui, dal solito Matteo Salvini, che tra un comizio su Bibbiano e una lite coi Cinque Stelle, ieri è riuscito a disertare il vertice informale di Parigi per trovare una soluzione europea alla questione migratoria. Non l’ha fatto, dopo aver lanciato strali contro la Francia e contro l’Europa in ogni comizio, perché «se volete parlare di immigrazione dovete venire a Roma», da bravo bulletto di Paese. Nel frattempo, quattordici Paesi europei si sono accordati per redistribuire i richiedenti asilo, alla faccia dell’Italia lasciata da sola e a favorire i rimpatri delle persone incarcerate nei lager della Libia, quello che per noi è “porto sicuro”. Non c’era, Salvini, e sappiamo bene perché voglia sabotare ogni accordo sui migranti. Perché a lui non è interessa l’accordo. A lui interessa l’emergenza.

Lo stesso vale per i Cinque Stelle, che forse non saranno insurrezionalisti, ma hanno l’anarchia nel Dna. Nello stesso giorno, Giuseppe Conte, premier Cinque Stelle, afferma di essere pronto a dire Sì alla Torino-Lione, aprendo alla proroga del progetto, mentre Toninelli, ministro Cinque Stelle, licenzia il professor Pierluigi Coppola l’unico tra gli esperti del ministero secondo cui la Tav presentava più benefici che costi.

Domanda d’obbligo: ci siete o ci fate? Ci spiegate, per una volta, cosa volete fare di quella stramaledetta tratta ferroviaria che tiene bloccato il Paese a discutere dal almeno quindici anni? O ancora, davvero, volete farci credere che potete essere quelli che stanno contemporaneamente con le madamine in piazza a Torino e coi manifestanti in val Susa?

Non bastasse, è pure la giornata del “mandato zero” di Luigi Di Maio, lo stratagemma per iniziare a demolire la regola dei due mandati a partire dai consigli comunali – chi ha fatto il consigliere per due volte può farlo una terza, perché la prima non vale -, per arrivare al Parlamento, dove il nostro capo politico preferito non potrebbe più ricandidarsi, si andasse a votare a breve. Sia mai possa accadere, ovvio. Ma sia mai, pure, mettere in discussione una regola stupida, che dissipa il capitale di formazione politica accumulato da un Movimento di neofiti della politica. Non più convinti, questo si è capito, che il dilettantismo faccia bene al Paese. Ma comunque incapaci di dirlo chiaramente ai loro elettori, altrimenti che figura ci farebbero?

Ciliegina sulla torta le intercettazioni di Paolo Arata contenute nell’informativa della Dia di Trapani depositata ieri dai pm di Roma. Intercettazioni in cui l’imprenditore ed ex deputato ligure dice, riferendosi ad Armando Siri, che i politici sono come le banche, «una volta che li usi, li paghi». Che Armando Siri incontrò Nicastri, il re dell’eolico vicino Matteo Messina Denaro, il capo della mafia, il latitante più ricercato d’Italia. E che la sua nomina a viceministro dell’energia su figlia di un incontro tra Arata e Salvini. Il Capitano glissa, però, sia mai si noti che i suoi uomini di fiducia hanno rapporti coi prestanome dei boss mafiosi. E i Cinque Stelle, quelli dei decreti spazzacorrottti, tracheggiano imbarazzati, sia mai che questa vicenda infastidisca il bizzoso leader leghista e li porti dritti al voto che manderebbe a casa metà dei loro parlamentari. Nel frattempo, il Paese è nel caos e della prossima legge di bilancio non se ne interessa nessuno. E no, la colpa non è di una centralina in fiamme sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze.

https://www.linkiesta.it/it/article/2019/07/23/ferrovia-anarchici-salvini-siri-arata-di-maio-migranti-m5s/42962/

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