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Ancora alta tensione nella maggioranza sulla prescrizione: ministre Iv pronte a disertare Cdm

IL NODO GIUSTIZIA

Renzi dà due mesi al Guardasigilli pentastellato Bonafede: «Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato». Il Pd avverte: se c’è crisi, si vota

di Andrea Carli

13 febbraio 2020


Prescrizione, ecco cosa prevede il lodo Conte-bis

3′ di lettura

A poche ore dal Consiglio dei ministri che dovrebbe dare il via libera al disegno di legge con le modifiche alla legge Bonafede stabilite con il lodo Conte bis, la tensione all’interno della maggioranza sul fronte giustizia è ancora altissima. Le incognite sono diverse: oltre a quella se alla fine il provvedimento approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri, non è ancora chiaro se saranno due disegni di legge (uno sulla prescrizione e uno sul processo penale) o se sarà uno solo. «Noi siamo pronti a non andare», ha chiarito Luigi Marattin, vice-capogruppo di Italia Viva alla Camera, commentando l’ipotesi dell’assenza delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti al vertice di governo. Nel mirino dei renziani l’intesa sulla prescrizione raggiunta tra Pd, M5s e Leu.

Renzi: se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato
Il leader di Italia viva Matteo Renzi ha dato due mesi di tempo al Guardasigilli pentastellato: «Se le cose cambiano, bene. Altrimenti ci vediamo in Senato», ha detto l’ex premier. Tra le soluzioni a cui Iv potrebbe ricorrere nel caso in cui la sua richiesta per un rinvio della riforma della prescrizione non venissa accettata dalle altre forze di maggioranza c’è anche la sfiducia nei confronti del Guardasigilli. I continui altolà di Renzi risultano sempre più indigesti agli alleati di Governo. Il vicesegretario dem Andrea Orlando ha sottolineato che lasciare il governo «impantanato all’infinito» sulla prescrizione non è un bene «ma i governi possono cambiare e si può andare a votare».

Verso forfait ministre Iv in cdm stasera
«La ministra Bellanova è in Russia per un’importante missione – ha spiegato Marattin in un’intervento a L’Aria che tira su La7 -. Per quanto riguarda la ministra Bonetti, se oggi si discute un qualcosa su cui non siamo d’accordo, siamo pronti a non andare. Normalmente, prima di portare un provvedimento in Consiglio dei Ministri, si trova un accordo». «Non andiamo stasera al Consiglio dei ministri perché siamo contrari al lodo Conte e quindi per coerenza non ci saremo – aggiungono fonti di Italia Viva -. Il testo del “lodo Conte bis” se lo voteranno gli altri partiti della maggioranza».

Tre strappi in 24 ore
La decisione delle ministre di non partecipare al Consiglio dei ministri sarebbe la terza tappa di un’operazione che ha visto in pochi giorni Italia Viva votare tre volte con l’opposizione e contro la maggioranza della quale fa parte. La prima volta, martedì 11 febbraio, nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera i deputati di Iv hanno votato con l’opposizione. Alla fine, nonostante i voti dei renziani, non è passato per appena due voti l’emendamento Magi (+Europa) che di fatto avrebbe sterilizzato la riforma Bonafede. Il giorno dopo, ancora uno strappo: non è passato alla Camera il “lodo Annibali”, l’emendamento al decreto Milleproroghe per rinviare di un anno la riforma Bonafede: con 49 no e 40 sì M5s, Pd e Leu hanno battuto Iv e le opposizioni.

Non passa l’emendamento al decreto intercettazioni
Oggi, giovedì 13 febbraio, un’altra mina per la maggioranza, sempre sul tema prescrizione. È stato bocciato l’emendamento sulla prescrizione proposto da Forza Italia al decreto intercettazioni, che é all’esame della commissione Giustizia del Senato (lunedì è atteso in aula). Ha avuto 12 voti a favore e 12 contrari (il pareggio al Senato equivale a un “no”) e il senatore di Italia Viva Giuseppe Cucca ha votato insieme all’opposizione. Sull’emendamento ,che riproponeva il lodo Costa, Cucca aveva chiesto il voto per parti separate.

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