Il Comune di Venezia è autorizzato “ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all’imposta di soggiorno, l’applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori. Inoltre, l’importo massimo consentito per entrambe tali misure è elevato a 10 euro”. E’ quanto prevede, all’art.1, il comma 1129 del maxiemendamento alla legge di bilancio, che introduce la cosiddetta ‘tassa di sbarco’, in sostanza un ticket per chi – con qualunque vettore – arrivi a Venezia per turismo e non pernotti in città. 

Matteo Sechi, portavoce dell’associazione ‘Venessia.com’, che si batte per la difesa della città lagunare dal turismo di massa -aggiunge-” I turisti ‘mordi e fuggi’, sono i responsabili degli intasamenti che tanto mettono in difficoltà la cittadinanza”. 

Da anni i veneziani chiedono misure concrete per gestire le masse turistiche “E’ arrivato il tempo – prosegue – di mettere da parte le lagne e le contrapposizioni per trovare le soluzioni tecniche concrete per applicare questa tassa”.

fonte ansa

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