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Bagnai: «Si cerca l’incidente, da parte della Ue c’e il rischio di modi mafiosi»

Affondo domenicale del senatore leghista (ed economista, nonché possibile ministro degli Affari europei) Alberto Bagnai contro Bruxelles. «In questo momento c’è evidentemente bisogno – ha detto parlando a “½ h in più”, su Rai3, il presidente della Commissione finanze del Senato – di creare un incidente che tenga l’Italia sotto un sostanziale potere di ricatto: ti faccio la procedura se tu non accetti una serie di cose. A questo atteggiamento ricattatorio, mafioso, se dovessero evidenziarsi dinamiche di questo tipo, non dico che siano di questo tipo, ma se si dovesse vedere che l’attacco al nostro paese è pretestuoso, sono il primo a dire, ma lo farebbe senza che nessuno glielo dica, che il ministro Tria opporrebbe un fermo no».

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«Ministro? «Se mi verrà chiesto…»
 «Per quel che ne so io, ad oggi sono fonti giornalistiche. Io in Senato sto molto bene, sto lavorando anche su temi europei, quindi non avrei particolari né reticenze né ambizioni, se mi verrà chiesto, dovesse venirmi chiesto…». Così ha risposto Bagnai alla domanda sull’ipotesi di una nomina a ministro degli Affari europei, poltrona ormai vacante da 3 mesi, dopo il passaggio di Paolo Savona al vertice Consob. Poltrona che Bagnai rivendica alla Lega, sottolineando di essere in politica non per affermare la sue idee ma «per mettersi a disposizione».

La risposta prudente sull’uscita dall’euro.
Bagnai è noto per le sue posizioni anti-euro. Ma ieri ha frenato: «Non penso di poter decidere da solo i destini del mio paese. Scientificamente non rinnego nulla di quello che ho scritto nelle sedi scientifiche, ma politicamente devo tener conto del contratto di Governo che sto aiutando a realizzare».

La proposta di Savona sul debito
Il senatore leghista ha anche commentato la proposta di Savona sulla sostenibilità di un debito pubblico ancora più elevato di quello attuale, anche al 200%. «L’Italia è un Paese dai fondamentali singolarmente solidi – ha detto – dopodiché su quanto teoricamente un Paese possa sostenere di debito pubblico si può parlare, la valutazione del professor Savona era di carattere astratto».

Una procedura di infrazione «politica»
Quanto alla procedura di infrazione per debito eccessivo che l’Italia rischia se entro una settimana non fornirà nuovi elementi o nuovi “fatti” a Bruxelles, Bagnai pensa «che l’Europa è una famiglia di tanti politici di diversi paesi, e
ogni paese ha i suoi elettori. Noi purtroppo ne abbiamo più degli altri, che ne hanno sempre di meno e ci dispiace non è colpa nostra. Quelli che hanno meno elettori di noi tendono a fare la voce grossa e quindi intavolano una procedura senza precedenti a fronte di una violazione che tutto sommato è minimale. Qui è chiaro che c’è un tema politico».

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