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“Basta vitalizi: tutti i parlamentari facciano come noi”

“Tutti gli eletti del Movimento 5 stelle hanno mantenuto la parola data e mi auguro che ora altri seguano il nostro esempio”, esorta Luigi Di Maio. Mara Carfagna di Forza italia ha annunciato che farà lo stesso, così come Rosato del Pd

Roma – “Spogliatevi dei privilegi! Rinunciate al doppio stipendio! I cittadini devono tornare ad innamorarsi e ad appassionarsi della cosa pubblica e passi come questo vanno esattamente nella direzione del cambiamento indicato dai cittadini con il voto del 4 marzo“. Lo scrive sul blog del M5s il capo politico Luigi Di Maio invitando tutti i componenti degli uffici di presidenza della Camera e del Senato a seguire l’esempio dei parlamentari pentastellati. 
   “La settimana scorsa si sono concluse le votazioni dei componenti degli uffici di Presidenza della Camera e del Senato. Tutti gli eletti del Movimento 5 Stelle hanno mantenuto la parola data e hanno rinunciato completamente al doppio stipendio che spetterebbe a chi assume queste cariche. In primis Roberto Fico, il primo presidente della Camera a rinunciare a oltre 4 mila euro al mese di stipendio, poi Maria Edera Spadoni e Paola Taverna (vicepresidenti di Camera e Senato), Riccardo Fraccaro e Laura Bottici (questori di Camera e Senato), infine Azzurra Cancelleri, Mirella Liuzzi, Carlo Sibilia, Vincenzo Spadafora, Gianluca Castaldi, Michela Montevecchi, Sergio Puglia e Giuseppe Pisani (segretari di presidenza di Camera e Senato). Si tratta grosso modo di un paio di milioni di euro fatti risparmiare alle casse dello Stato. Un piccolo gesto, ma un grande significato. Serve a dimostrare che il Parlamento non è più il simbolo della Casta“.

Questo seme di normalità nelle istituzioni – afferma ancora – sta già dando i suoi frutti. Mara Carfagna, vicepresidente della Camera di Forza Italia, ha annunciato che ha deciso ‘di devolvere la mia indennità per sostenere le battaglie in cui credo: per le donne, per i minori, per la famiglia, per i disabili’; Ettore Rosato, vicepresidente della Camera del Pd sta ‘pensando di devolvere alla mia città, Trieste, la mia quota o di rinunciare del tutto’. Se alle parole seguiranno i gesti concreti, come noi abbiamo già fatto, si tratta di un segnale importante perché grazie al nostro esempio sta passando l’idea di un nuovo modo di fare politica. E di questo siamo felici e orgogliosi“.

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