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Bilancio Quirinale, dotazione stabile a 224 mln. Meno personale ma senza effetti sulle aperture al pubblico

Anche per il 2019, e fino al 2021, la dotazione annuale a carico del bilancio dello Stato messa a disposizione del Segretariato generale per la gestione e il funzionamento del Quirinale sarà pari a 224 milioni di euro. L’importo del contributo annuale per i servizi, il personale e le pensioni dei dipendenti della Presidenza della Repubblica è rimasto invariato dal 2007 ma registra, in termini reali, una diminuzione del 15,5 per cento. È quanto emerge dalla nota illustrativa del Bilancio di previsione 2019 del Colle, che evidenzia gli sforzi per il contenimento (da 121 mln del 2019 a poco meno di 118 mln nel 2021, -2,77% a fine triennio) della spesa complessiva per le retribuzioni, pari a circa il 50% del bilancio presidenziale.

Dopo le retribuzioni del personale, è la spesa per la previdenza a costituire la voce più rilevante della spesa effettiva del Segretariato Generale: il 40,01% del totale, in lieve aumento rispetto al 39,59% del 2018. La cifra è destinata ad aumentare nei prossimi anni, per effetto del maturare dei requisiti pensionistici in una larga fetta del personale. Gli incrementi vanno dall’1,74% del 2019 (dai 95,5 a 97,2 milioni di euro), al +1,67% del 2020 al +2,32% nel 2021 (101.165.000,00 milioni di euro). Tra le novità in positivo, invece, il bilancio di previsione registra gli «effetti permanenti di notevole risparmio» prodotti da una serie di misure di risparmio adottate negli ultimi esercizi. Tra queste, il tetto alle retribuzioni a 240mila euro annui lordi (Dl 66/2014), reso strutturale dal 2018. E il divieto di cumulo, oltre questo “tetto”, dei trattamenti erogati dal Segretariato Generale con quelli corrisposti da altri soggetti o gestioni pensionistiche pubbliche.

Continua poi la “cura dimagrante” del personale in organico, passato da 987 unità a fine 2006 ai 745 del dicembre scorso (-242), calo che non inciderà sulle aperture al pubblico delle sedi presidenziali del Palazzo del Quirinale, della Tenuta di Castelporziano, sul litorale laziale, e di Villa Rosebery, a Napoli, visitate da oltre 139mila cittadini nel corso del 2018. Anche per l’anno in corso il ricavato degli ingressi sarà destinato a coprire parte delle spese per la conservazione delle sedi. La parte del leone, in termini di attrattività, va sempre al palazzo presidenziale nel centro della Capitale, che ha calamitato nell’arco di 219 giorni ben 103.358 visitatori, dei quali 17.647 studenti in visita con i rispettivi Istituti, cui si aggiungono circa 20mila visitatori dei Giardini in occasione della festa del 2 giugno, con una media giornaliera di 471 ospiti.

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Buona anche la performace 2018 delle visite alla Tenuta presidenziale di Castelporziano, aperta al pubblico per 113 giorni con oltre 10mila ingressi. Confermate per l’anno 2019 tutte le iniziative di carattere sociale che orami caratterizzano la “sede estiva” della presidenza della Repubblica, rivolte anche a studenti e studiosi, oltre che a fasce deboli e persone con disabilità nell’ambito di progetti dedicati di inclusione sociale. Su questo fronte il bilancio di previsione prevede un incremento dei partecipanti sia per il Centro estivo diurno per ospiti con disabilità che per i progetti “Anziani a Castelporziano” e “Terapia equestre a Castelporziano”.

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