Il 25 settembre possibile il verdetto della capigruppo
Allo stato attuale la capigruppo di Montecitorio è convocata per mercoledì prossimo, 25 settembre, alle 14. La riunione dovrà approntare il calendario dei lavori dell’Aula della Camera fino a dicembre.

Il Pd: prima modifica della legge elettorale e dei regolamenti
Se Di Maio chiede che il taglio dei parlamentari giunga in Aula alla Camera quanto prima, la strategia del Pd dà la priorità al raggiungimento di un accordo sulla modifica della legge elettorale in senso proporzionale e dei regolamenti, operazioni – sottolineano i Dem – che si rendono necessarie in vista della riduzione del numero di deputati e senatori. Di Maio rilancia: prima il taglio dei parlamentari, poi la legge elettorale. Se si guarda al percorso della riforma fino a oggi, per tre volte i gruppi parlamentari Dem hanno votato contro. Nel partito qualcuno ha anche preso in considerazione l’ipotesi di intraprendere la strada della battaglia referendaria contro qiuel provvedimento.

I Dem puntano sul ritorno del proporzionale
Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale, nel Pd è diffusa la convinzione che si debba puntare al proporzionale, anche se dai padri fondatori Romano Prodi e Walter Veltroni si mette in evidenza che quella di abbandonare la strada del maggioritario potrebbe non essere la scelta giusta. La soluzione più “in voga” è però quella di proporzionalizzare il sistema elettorale togliendo i collegi e introducendo una soglia congrua (5%). Questa modifica, inoltre, dovrebbe essere accompagnata dall’introduzione in Costituzione della sfiducia costruttiva sul modello tedesco per non aumentare ulteriormente il rischio di ingovernabilità e dall’elettorato attivo per i 18enni anche al Senato.

Con la crisi di governo voluta da Salvini arriva lo stop
Il provvedimento del taglio dei parlamentari era in calendario il 22 agosto alla Camera, pronto per l’ultimo passaggio. Ma la crisi di governo voluta da Matteo Salvini e le dimissioni di Conte dalla guida dell’esecutivo giallo verde hanno congelato il fascicolo.

La tappa precedente
L’11 luglio si è chiuso il terzo dei quattro round per la sforbiciata. Con 180 sì e 50 no il Senato ha approvato il testo blindato della riforma costituzionale che riduce il numero degli “onorevoli” a quota 600 (contrari Pd, gruppo Misto e Autonomie; Forza Italia non ha partecipato al voto): ossia 345 poltrone in meno (ridotto da 630 a 400 il numero dei deputati e da 315 a 200 quello dei senatori). Ora il taglio dei parlamentari si appresta a percorrere l’ultimo miglio, sul quale si gioca l’equilibrio del governo.

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