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Cacciati o delusi: ecco i 19 parlamentari che hanno lasciato il M5S

Cecconi espulso dopo un’inchiesta tv
Eletto per la seconda volta nelle file del M5S alla Camera, il deputato Andrea Cecconi di Pesaro, classe 1984, infermiere, eletto nella regione Marche nelle file pentastellate, viene espulso dopo un’inchiesta del programma televisivo Le Iene. L’accusa era di aver falsificato alcuni versamenti al fondo per le piccole e medie imprese. Secondo l’inchiesta il parlamentare avrebbe prima ordinato i bonifici e poi revocato gli ordini. Il deputato dichiarò, in seguito, di aver restituito i fondi mancanti. Ma disse anche che il suo contratto di rinuncia al seggio parlamentare firmato con la Casaleggio Associati era stato scritto sulla carta igienica. Inizialmente iscritto al gruppo Misto, è poi passato al Maie, per poi tornare al gruppo Misto e nuovamente al Maie (che è una componente del gruppo Misto).

Dall’Osso, l’ingegnere che ha lasciato i Cinque stelle per Forza Italia
É passato a Forza Italia il 7 dicembre 2018 Matteo Dall’Osso, in segno di protesta contro il M5S. Il parlamentare, classe 1978, ingegnere elettronico, già deputato nella XVII legislatura, eletto nella circoscrizione Emilia Romagna, aveva chiesto al gruppo M5S di firmare un emendamento per potenziare il fondo per i disabili. «Ma è stato bocciato. Erano solo 10 milioni in tre anni», ha dichiarato. Così il passaggio nelle file del partito del Cavaliere. Il parlamentare, malato di sclerosi multipla, si era presentato nel 2007 al Meetup degli amici di Beppe Grillo di Bologna e, in seguito, era stato candidato in Parlamento, proprio per le sue posizioni sulle cure alternative per la sclerosi multipla.

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De Bonis, espulso per una condanna contabile
Classe 1964, eletto senatore nelle file dei Cinque stelle in Basilicata, è stato espulso, insieme a Gregorio De Falco, per non aver partecipato al voto sul decreto Sicurezza. Eletto nell’unico collegio lucano uninominale per il Senato, presidente della Associazione GranoSalus, il parlamentare era stato espulso per essere stato condannato in appello dalla Corte dei Conti al pagamento, in favore della Regione Basilicata, di 2.775 euro. Era il 19 gennaio 2017 (con sentenza depositata il 24 maggio 2018). La sentenza di primo grado, però, era stata emessa nel 2015. Dunque per le regole del M5S, De Bonis era incandidabile. Il parlamentare aveva partecipato a un bando per far ottenere contributi regionali alla sua azienda agricola, dichiarando di essere un “giovane imprenditore”. Obiettivo: ottenere punteggi e contributi superiori. Espulso, è passato il 4 gennaio 2019 al gruppo Misto del Senato.

De Falco, espulso l’ufficiale che tentò di far risalire a bordo Schettino
Gregorio De Falco, classe 1965, diventa celebre nel gennaio 2012, all’indomani del naufragio della Costa Concordia, per i suoi incitamenti poco urbani al comandante Schettino. Famoso il suo «salga a bordo c….», quando da capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, aveva tentato di far risalire a bordo il comandante della nave incagliata sugli scogli delle Scole all’isola del Giglio. Sulla scia della notorietà acquisita grazie ai media, venne eletto senatore nel 2018 nelle file del M5S, nella circoscrizione Toscana. Fu espulso per i suoi voti in dissenso su alcuni provvedimenti del Governo gialloverde, dal “decreto sicurezza” al condono per Ischia . La motivazione dei probiviri: espulso per «reiterate violazioni del codice etico del M5S». Subito aderì al gruppo Misto. Nel dicembre 2019 è stato tra i 64 firmatari della richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari. La riforma costituzionale si è bloccata.

Ugo Grassi attratto dalle sirene di Salvini
Classe 1964, eletto senatore in Campania nelle file pentastellate, direttore di Dipartimento a Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Ugo Grassi passa il 12 dicembre 2019 alla Lega di Matteo Salvini. Deluso dai provvedimenti nella legge di Bilancio per il 2020 in tema di università, dichiarò che «abbandonare il Movimento per me diventa legittima difesa». Chiese, anche, con una lettera aperta a Davide Casaleggio, di aprire un dibattito sulla piattaforma Rousseau.

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