l’agenda prima della pausa estiva

Il Parlamento dovrebbero chiudere i battenti venerdì 9 agosto prima della pausa estiva, ma considerando che Camera e Senato lavorano circa 3 giorni a settimana, restano due settimane effettive per i provvedimenti più urgenti

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

4 luglio 2019


Camere: c’è tempo solo per sicurezza bis, assestamento e decreto salva-conti

3′ di lettura

Camera e Senato sono al rush finale prima della pausa estiva. I battenti dovrebbero chiudere venerdì 9 agosto, ma considerando che Montecitorio e palazzo Madama lavorano circa 3 giorni a settimana, restano due settimane effettive per i provvedimenti più urgenti. Questo significa che ci sarà spazio solo per le misure più urgenti o ormai giunte quasi al traguardo: dal decreto sicurezza bis al decreto salva conti, passando per il disegno di legge sull’assestamento di bilancio e, forse, il taglio dei parlamentari. Molte delle misure chiave dei partiti della maggioranza gialloverde (dal salario minimo fino all’autonomia) dovranno essere rinviate all’autunno, quando però l’attività legislativa sarà assorbita dalla sessione di bilancio.

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Il Dl salva-conti parte dal Senato
Una delle priorità delle Camere sarà sicuramente il decreto legge salva-conti per congelare 1,5 miliardi di risparmi derivanti da reddito di cittadinanza e quota 100. L’esame del provvedimento, entrato in vigore il 2 luglio, inizierà a Palazzo Madama. La commissione Bilancio di Palazzo Madama ha fissato il termine per la presentazione degli emendamenti a giovedì 11 luglio. Il decreto, che arriva in parlamento blindato, va convertito in legge entro il 31 agosto. Quindi per evitare rischi, andrà licenziato dalle Camere prima della pausa estiva.

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Dall’assestamento di bilancio al decreto sicurezza bis
Altro provvedimento chiave è il disegno di legge sull’assestamento di bilancio che insieme al decreto «salva conti» riporta il deficit di quest’anno verso il 2% concordato con la Ue a dicembre, con una doppia mossa che tra assestamento e decreto riduce di 7,6 miliardi il disavanzo rispetto alle previsioni del Def di aprile. Il via libera del Cdm è arrivato il 1° luglio. Essendo un disegno di legge non ha una scadenza, ma poiché le misure si inseriscono all’interno della trattativa con Bruxelles, il parlamento dovrà approvare il testo il prima possibile.

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