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Chi è von der Leyen, ministro della Difesa di Merkel che guiderà la Commissione

Molto vicina a Merkel, ha promosso iniziative a sostegno della famiglia a cominciare dagli asili nido, così da mettere le donne tedesche nelle condizioni di conciliare la vita lavorativa e il loro ruolo di madri. Nel 2009 è stata confermata prima come ministro della Famiglia, poi nominata ministro del lavoro e degli affari sociali a seguito delle dimissioni di Franz Josef Jung. Nel dicembre del 2013, l’ultima tappa (almeno per ora): è diventata ministro della Difesa.

Convinta che la sicurezza tedesca passi inevitabilmente dall’Unione europea e dalla Nato, anche nel contesto di una linea Trump che prospetta un ridimensionamento degli Usa nell’Alleanza atlantica nel caso in cui i paesi europei non dedicassero maggiori risorse alla difesa del Vecchio continente, e in quello altrettanto “sentito” di una Federazione russa sempre più “dinamica” al confine orientale con l’Unione europea, von der Leyen ha sostenuto l’esigenza di mettere in campo un asse con l’altra grande potenza europea, una cooperazione rafforzata con la Francia, a cominciare da un esercito comune europeo. Una tappa di questo percorso è l’accordo quadro sullo sviluppo del “sistema di combattimento aereo del futuro (Scaf)”, un ambizioso progetto promosso da Parigi e Berlino e a cui di recente si è aggiunta la Spagna. Il nuovo caccia, composto da sistemi d’arma con e senza equipaggio, dovrebbe essere operativo a partire dal 2040.

Più cooperazione con Parigi significa, agli occhi del ministro della Difesa tedesco, ridurre i rischi di derive nazionaliste in quel paese, derive che potrebbero trovare nella diffusione di posizioni politiche euroscettiche un assist.

Nel maggio del 2016, si è resa protagonista di una vera e propria inversione di strategia nella gestione delle forze armate tedesche: ha annunciato il reclutamento di migliaia di nuovi soldati nella Bundeswehr, rafforzando in particolare la presenza alla frontiera con la Russia, per rassicurare i paesi est-europei che fanno parte della Nato che si sentivano (e si sentono) a rischio dopo l’annessione russa della Crimea.

Un anno dopo, ha ordinato un’ispezione in tutte le strutture delle forze armate dopo che in due caserme dell’Esercito erano stati rinvenuti materiali appartenenti alla Wehrmacht, le Forze armate naziste. Una scelta di rottura nei confronti di un passato drammatico e un messaggio all’Europa che verrà, nell’ambito della quale, a questo punto, lei – se arriverà la conferma del Parlamento europeo – è chiamata ad avere un ruolo di primissimo piano.

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