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Chi vuole modificare cosa dei decreti Salvini sui migranti

BRACCIO DI FERRO NELLA MAGGIORANZA

Primo round (non risolutivo) al Viminale. Si è partiti da un testo predisposto dall’ufficio legislativo del ministero dell’Interno e chiuso già a febbraio ma che, a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, era rimasto congelato. I Cinque Stelle chiudono a soluzioni che vadano oltre i rilievi del Colle; Pd, Leu e Iv in pressing per una riscrittura dei provvedimenti

di Andrea Carli

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Il video denuncia di Mediterranea: migranti respinti in Libia

Primo round (non risolutivo) al Viminale. Si è partiti da un testo predisposto dall’ufficio legislativo del ministero dell’Interno e chiuso già a febbraio ma che, a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, era rimasto congelato. I Cinque Stelle chiudono a soluzioni che vadano oltre i rilievi del Colle; Pd, Leu e Iv in pressing per una riscrittura dei provvedimenti

18 giugno 2020


5′ di lettura

È un terreno scivoloso, sul quale non sarà facile trovare un’intesa nella maggioranza, con conseguenti fibrillazioni e rischio tenuta per il governo. Si è aperta formalmente la partita sul dossier migranti, e in particolare sul restyling dei decreti sicurezza approvati dal precedente governo a trazione Lega – Cinque Stelle, con Matteo Salvini ministro dell’Interno. E si è aperta mentre si intensificano le partenze da Libia e Tunisia.

Primo round al Viminale. L’incontro che si è tenuto nel pomeriggio sulle modifiche dei decreti sicurezza con esponenti delle forze di maggioranza e la ministra Lamorgese è durato circa un’ora e mezza e, a quanto si apprende, non è stato risolutivo. La diversità delle posizioni di partenza tra i Cinque Stelle e le altre forze di maggioranza sono emerse, e sono rimaste. Lamorgese ha presentato un testo sul quale proseguirà il confronto nei prossimi giorni. Il documento predisposto dall’ufficio legislativo del ministero dell’Interno, chiuso già a febbraio, a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19 è rimasto congelato. Fino a ora.

Il precedente della regolarizzazione

Lamorgese parte dal “successo” ottenuto nella recente partita per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro nell’ambito della procedura di emersione prevista dal decreto Rilancio per i settori dell’agricoltura, del lavoro domestico e di assistenza alla persona. La trattativa che si apre, considerate le distanze tra le posizioni dei giocatori, potrebbe risultare più complessa. E raggiungere un compromesso nel governo potrebbe non essere così facile.

Conte: «La modifica dei decreti sicurezza è all’ordine del giorno»

In una delle ultime riunioni del Consiglio dei ministri, anche su pressing dei Dem che hanno chiesto un’accelerazione su questo capitolo, il presidente del Consiglio si è accertato con la responsabile del Viminale sullo stato dell’arte del testo. «La modifica è all’ordine del giorno», ha chiarito Conte, la cui linea è quella di non cancellare i provvedimenti, in questo venendo incontro alla linea del M5S, ma di andare un po’ oltre l’adozione di soluzioni che rispondano ai rilievi del Colle. Pd, Italia Viva e Leu chiedono una revisione sostanziale, ipotesi malvista dai Cinque Stelle in quanto un’operazione del genere potrebbe prestare il fianco ad attacchi da destra (Lega e Fratelli d’Italia) e rischierebbe di essere letta come un disconoscere le scelte attuate dall’esecutivo precedente, nel quale hanno avuto un ruolo da comprimari. In un’intervista a Fanpage, il premier ha delineato i tempi del restyling dei decreti sicurezza firmati da Matteo Salvini: «Ci stiamo lavorando – ha spiegato – e la ministra Lamorgese ha avuto l’incarico di mettere a punto la versione finale delle modifiche. Quindi se non questa settimana, io spero già la prossima potremmo ritrovarci in Consiglio dei ministri per l’approvazione».

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Nulla di più dei rilievi mossi dal Capo dello Stato ai decreti, è la linea dell’ala destra dei Cinque Stelle. Ovvero attenuazione della stretta sulle navi delle ong, con la cancellazione della megamulta (fino a un milione di euro) ripristinando la sanzione precedente (da 10mila a 50mila euro), stop alla confisca delle imbarcazioni e intervento sulla causa di non punibilità per la «particolare tenuità del fatto» alle ipotesi di resistenza, oltraggio, violenza e minaccia a pubblico ufficiale ripristinando la discrezionalità del magistrato. Questo maquillage “minimal” verrebbe digerito dai Cinquestelle, come emerge dal post pubblicato sul suo profil facebook dal sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia. «Sui decreti sicurezza – scrive Sibilia – vanno fatte modifiche limitate. Questo era l’accordo alla base del governo Conte 2».

https://www.ilsole24ore.com/art/migranti-ecco-chi-vuole-modificare-cosa-decreti-salvini-AD4LdiY

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